Fiducia in sè, spirito positivo, entusiasmo, determinazione e coraggio; ‘Siate affamati, siate folli’

7 Maggio 2009

Con piacere ti segnalo questi due video, estremamente utili ed efficaci!

Un grazie a Roberta Buzzacchino che mi ha permesso di inciampare utilmente la mia serendipity in questa occasione di riflessione e di stimolo.


Come costruire una buona abitudine!

4 Maggio 2009

Ieri sono tornato dopo molto tempo, in una casa nel frattempo abitata da altri.

Ti confesso che per un po’ mi sono sentito ‘estraneo’, in quegli spazi che anni addietro sentii come casa mia.

Immagino tu possa sentire e condividere questa emozione.

Mentre provavo queste emozioni ho pensato che una sensazione analoga la si prova quando si ‘entra in un nuovo comportamento’.

Diventerà abitudine un po’ alla volta, in modo progressivo, fino a quando non ci sentiremo davvero a nostro agio nel nuovo ‘abito’.

Ci vuole un po’ di forza di volontà e determinazione.

Il premio sarà entusiasmante.

Grazie per la tua attenzione e…

tieni duro per tre settimane…

poi l’abitudine positiva è conclamata

è ti aiuterà senza che tu te ne accorga.


L’importanza di un atteggiamento positivo verso la vita e il lavoro

1 Maggio 2009

Primo maggio sospeso tra i successi del maglioncinato Marchionne e le difficoltà degli amici de L’Aquila.

Discorsi di amici preoccupati per la crisi e di altri che ’scoppiano di lavoro’.

La crisi è un dato medio, non ti deve riguardare per forza.

Il mondo è fatto dai tuoi pensieri

Marco Aurelio


Il giovane uomo coraggioso

13 Aprile 2009

Giorni fa un caro amico mi ha raccontato di suo figlio.

L’ho conosciuto piccolino, appena arrivato da un caldo paese straniero.

Vivace e intraprendente da sempre, ha stupito il padre decidendo di mettere in atto una scelta controcorrente,
ancor giovanissimo.

Con serenità e spirito positivo, ma anche con la consapevolezza di affrontare una esperienza importante ma di non giocarsi la vita.

L’ho raccontato a mio figlio, con il quale condivide alcune caratteristiche personali e caratteriali.

Una bella storia.

In bocca al lupo!

Ognuno sogna i sogni che si merita

Gesualdo Bufalino


L’invidia…

20 Marzo 2009

Ancora un pensiero legato al pericolo di uno sguardo eccessivamente autobiografico sul mondo;

attenzione all’invidia!

La considero la peggiore lente con cui guardere il mondo attorno a te.

  • Aumenta l’egocentrismo,
  • favorisce la demotivazione ed il pessimismo e conseguentemente l’inattività e l’avvitamento in una spirale affatto virtuosa,
  • rende acidi e poco aperti alla relazione positiva con gli altri,
  • distorce il mondo reale in una mappa falsa, che non è di nessun aiuto,
  • è senza soluzione di continuità, perchè sempre ci sarà qualcuno che ha di più…

E’ fregarsi con le proprie mani!

Il post continua la riflessione sul tema gratitudine o lamentazione.

Grazie per la tua attenzione.


Gratitudine o lamentazione

18 Marzo 2009

Un mese fa circa ti ho proposto il bilancino grazie-uffa, per misurare il quotidiano ricorso alla gratitudine o la tendenza ad indulgere nella lamentazione.

Come promesso ho cercato di sperimentare su di me lo strumento e di dedicare quotidianamente un momento a soppesare i due atteggiamenti.

Cosa ne ho tratto?

Due considerazioni sostanziali:

  1. indulgo nella lamentazione, a scapito ovviamente della gratitudine, ogniqualvolta attuo un ascolto o manifesto un’aspettativa eccessivamente autobiografica verso una persona o una situazione.
  2. indulgere nella lamentazione avvia una spirale di negatività potenzialmente senza soluzione di continuità, finchè non si accende nuovamente la luce della gratitudine.

Ti ripropongo il video del bilancino grazie-uffa!

Grazie per la tua attenzione.


Il bambino cresce, ovvero…la sua prima volta!

6 Marzo 2009

Oggi mio figlio Roberto (7) è andato per la prima volta da solo all’allenamento agonistico di sci.

Partenza subito dopo scuola – anzi con uscita anticipata visto il tempo pieno! – con furgone della squadra e allenatore-pilota, ululante per gli avanzi di cibo che gli.. atleti lasciano tra i sedili.

Fino ad ora era andato solo il sabato e l’avevo accompagnato io, con la scusa di sciare un pò prima assieme.

Lui è il più piccolo; ho cercato per un pò tra i vari sci club uno che ‘allenasse’ e che non si limitasse a ‘far sciare’.

Ti devo dire che sono davvero soddisfatto di questa cosa; è vero, forse in questa mia soddisfazione c’è un che di autobiografico, ma ho stabilito con me stesso che se l’esperienza agonistica non lo entusiasmerà, non ne farò una malattia.

Ti racconto anche che, in ufficio, ho lavorato con un pò di emozione, nell’attesa di andare a riprenderlo.

Grazie per aver condiviso questo momento.


Anche tu puoi scegliere

28 Febbraio 2009

Anche tu puoi scegliere, Saviano: vivere piccolo come il tuo ego o grande come la tua idea.

Ho trovato folgoranti queste parole.

Dette da Peres a Saviano.

Discorsi tra persone ‘non comuni’, ma validi anche per te e per me.

Vivere piccolo come il tuo ego o grande come la tua idea.

La semplicità e la scarna verità di questa frase mi lascia senza fiato e con un certo vuoto addosso.

Te la riporto così.

Grazie per la tua attenzione.

 

http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/esteri/medio-oriente-50/incontro-peres-saviano/incontro-peres-saviano.html


La forza della gratitudine. Sai che puoi scegliere tra uffa(#@!?#) e grazie(!)?

9 Febbraio 2009

Proprio così!!

Sai che puoi scegliere tra uffa(#@!?#) e grazie(!) ?

Ma … che razza di titolo per questo articolo, Andrea!

Forse che l’eccesso di nevicate ti ha fatto ammuffire (del tutto) il cervello??

I tuoi 2 … (due) neuroni non sono più disposti ad incrociare le rispettive sinapsi??

Affatto, il mio cervello sarà quello che è, ma il titolo – e l’argomento – non sono affatto peregrini.

Tu sei una persona che tende ad esternare lamenti o gratitudine?

Nella vita di tutti i giorni, intendo dire, ti cogli più frequentemente a lamentarti di ciò che non va o che potrebbe andare meglio oppure essere diverso, o invece noti prevalentemente frasi e pensieri di gratitudine verso ciò che hai e fai?

Vedi, sono profondamente convinto che esista una relazione diretta e profonda tra l’atteggiamento adottato ed il tipo di esperienza di vita che ognuno di noi costruisce.

Mi spiego meglio: credo fermamente che chi vive la propria esperienza quotidiana con un sentimento sincero e duraturo di gratitudine verso chi e ciò che lo circonda, a prescindere dal fatto che non necessariamente tutto questo sia ‘fantastico’, beh, chi riesce a vivere in questo modo ottiene due grandi risultati. Da un lato sta certamente meglio con se stesso, dall’altro l’atteggiamento di maggior fiducia e positività nei confronti della vita, delle situazioni, delle persone, non può non riverberarsi in una maggior voglia di fare, di sperimentare, di agire.

Ne consegue che un individuo che abbia maturato questo modo d’essere dispone a mio parere di un approccio più proficuo ed efficace al proprio percorso di vita, rispetto a chi indulge in lamentazioni verso ciò che sta intorno a lui.

In questo secondo modo di porsi ravvedo il rischio – o meglio la concreta possibilità – che si verifichi un continuo stop-and-go, un procedere a singhiozzo tra un momento di entusiasmo o motivazione ed un successivo più o meno immediato scoramento dovuto al fatto che sicuramente si incontra qualcosa che non è/o non va come si vorrebbe. Purtroppo per lui è difficile andare distante con la tecnica del singhiozzo, ma è anche molto difficile vivere bene ed essere felici!

Allora certo, sia la prima persona che la seconda si imbattono nelle medesime situazioni e persone, ma ciò che fa la differenza – e non poco – è la loro reazione: una è positiva, trasmette all’esterno (quindi agli altri) e all’interno (a te stesso) positività, benessere (anche se relativo, ovvio), entusiasmo. L’altra ottiene il risultato contrario.

Mi sembra quindi piuttosto chiaro che di fronte alla medesime condizione, puoi decidere come ’sentirti’, ‘comportarti’, ‘agire’. Ed i risultati che otterrai saranno conseguenti a questa ’scelta di campo.

Ok, supponiamo tu abbia ragione; che ci posso fare?

Beh, di sicuro puoi scegliere di fare qualcosa, abbastanza a lungo per vedere cosa cambia… e poi scegli tu come comportarti.

Dà un occhiata alla mia proposta!

Ci rivediamo fra un mese.

Grazie per la tua attenzione!


Don’t be heimskur!

6 Gennaio 2009

Don’t be heimskur!

Ho letto sul supplemento del Corriere della Sera di alcune settimane fa, un interessante articolo sull’attuale situazione socioeconomica dell’Islanda e, la cosa che più mi ha intrigato, è stata una piccola didascalia, di quelle che vengono poste tra le foto ed il testo, che diceva pressappoco così:

Heimskur,

in islandese significa stupido, cioè colui che sta casa.

Mi è molto piaciuto questo significato, che si ritrova nella lingua di un popolo che vivendo su un’isola splendida ma sperduta, necessariamente si è sempre dovuto volgere verso l’esterno.

Mi trovo a condividere questo sentimento, venendo anch’io da una piccola isola del mondo ed avendo capito come sia importante riuscire ad assumere una dimensione personale di vita e di pensiero che vada oltre i limiti geografici e la cultura nella quale si sguazza fin dalla più tenera età.

Penso davvero sia poco saggio, ed anche un pò noioso, rinchiudersi in abitudini e certezze che finiscono inevitabilmente per formare un vicolo cieco.

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E non è molto saggio – davvero – costruire con le proprie mani la propria trappola!

Conviene sentirsi un pò… Islandesi e guardare con fiducia a quel mare che ci circonda, vedendone le opportunità, oltrechè i rischi.

Aiuta pensare all’efficacia emotiva di due delle più belle piazze d’Europa, Trieste e Lisbona, ove un lato è ‘occupato’ rispettivamente dal Mare Adriatico e dall’Oceano Atlantico: esse sanno trasmettere il senso della libertà, del movimento, della scoperta, della crescita, dello sviluppo. Quel mare non costituisce soltanto un pericolo, ma anche una fonte incredibile di opportunità.

Auguri per un futuro entusiasmante, con fiducia e serendipity!

Andrea Pozzatti

PS: Grazie Claudio!

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