Sai a chi stai parlando?!?

26 Maggio 2008

TU non sai chi sono io!!!

…e cosi spesso non mi parli in modo adeguato!

In modo che io capisca effettivamente sia CIO’ che mi dici si il SENSO di quanto mi dici.

 

Ad esempio, se realizzi una circolare, un foglio di collegamento, una newsletter rivolta ai tuoi clienti… la scrivi pensando a te o a loro?

La … scrivi o utilizzi altri strumenti?

 

A cosa pensi mentre la redigi? Se chiudi gli occhi immagini i tuoi clienti mentre la ricevono?

 

Quando Tu ricevi materiale simile a quello che invii al tuo cliente, che effetto ti fa?

  • lo leggi;
  • lo scorri;
  • ti appassiona;
  • ti sembra efficace;
  • lo eviti;
  • ti risulta pesante;
  • ti annoia;
  • ….

 

Mirco Minardi, avvocato col pallino di internet e del rapporto diretto con il cliente, ha realizzato dei mini video per proprorre temi d’attualità.

E’ stato molto cortese e mi ha autorizzato a proporteli - come spunto – sul blog!

 

Che aspetti? Basta un click, per accedere ad una dimensione diversa.

http://www.youtube.com/watch?v=Uzj7w2ia2Ao…feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=o_MfBN9ScaM

http://www.youtube.com/watch?v=44T8ebaQ2pE

 

Ciao, a domani!


Il tuo stile comunica il valore del tuo lavoro

19 Maggio 2008

Mi sta molto a cuore il tema del VALORE di ciò che fai, sia per quanto riguarda l’averne coscienza tu, in prima persona, sia per ciò che attuene il comunicarlo agli altri, soprattutto al cliente.

Dare per scontato che questi comprenda “automaticamente”, cioè senza una “spiegazione” da parte tua il valore che è racchiuso nel tuo prodotto o servizio… beh, ti fa correre il rischio di essere valutato non sul contenuto, cioè sul valore, ma sul prezzo, che spesso diviene l’unico parametro effettivamente comprensibile.

Pensa a quando tu stesso sei nei panni di cliente; cosa guardi, cosa capisci realmente del prodotto o servizio che ti accingi ad acquistare? Come ti regoli nella valutazione?

Tu puoi pensare ciò che vuoi, ma, come dice in modo molto efficace Beau Toskich in Verbal Driver (Sperling & Kupfer, 2004 Milano)

Quello che conta

è quello che pensa

quello che paga.

Mi sembra chiaro, semplice, efficace: se vuoi che io sappia tu mi devi spiegare e, aggiungo, lo devi fare assumendo un atteggiamento consono ed in linea con quanto mi vuoi comunicare!

Bene, che ne dici?

Ti propongo un’altro esempio che mi sembra chiaro, sia in termini di sostanza che di… atteggiamento.

Un calderaio viene assunto per aggiustare la caldaia di una grossa nave a vapore, che non funziona bene. Dopo aver ascolatato la descrizione dell’inconveniente da parte del motorista e dopo aver fatto qualche domanda, scende nella sala delle caldaie. Osserva l’intricato labirinto delle tubature, ascolta per qualche minuto il pulsare della caldaia e il sibilo del vapore, e palpa alcuni tubi. Alla fine canticchia qualche nota tra sè, infila una mano nella tasca della tuta, tira fuori un martello e dà un colpetto, uno solo, a una valvola dipinta di rosso. Immediatamente tutto si mette a funzionare alla perfezione, e il calderaio se ne va. Quando il proprietario della nave riceve un conto di mille dollari, protesta dicendo che il calderaio è rimasto nella sala delle caldaie solo un quarto d’ora, e richiede un conto dettagliato. Eccol il conto che il calderaio gli spedisce:

Per il colpetto col martello                         $        0.50

Per aver saputo dove darlo                         $    999.50

Totale                                                                    $ 1.000.00

Questo brano è tratto dalla prefazione di John O. Stevens al libro di Richard Bandler e John Grinder La metamorfosi terapeutica, Astrolabio, 1980 Roma.

 

Sono certo di averti proposto due punti di vista interessanti e chiari; attendo volentieri un commento da parte tua.

Buona giornata e grazie per la tua attenzione!