Identità, autorevolezza e autostima // Flusso o deriva?

8 Marzo 2009

sotsass1Sto camminando, intorno all’ora di pranzo, per le vie della mia città.

Sono solo, non incontro nessuno che conosco, il cellulare non squilla nè vibra.

Mi domando:

Quanto io sono io e quanto io sono ciò che è creato dalla relazione con gli altri?

Di più: quanto sono ciò che gli altri mi riconoscono di essere?

Quanto esisto grazie al riconoscimento degli altri?

Qual è il rapporto fra l‘autostima quale valore attribuito a se stessi e l’autorevolezza, come valore attribuito dagli altri?

E’ la prima che influisce su atteggiamenti e comportamenti e dunque traina la seconda?

Oppure l’autostima si alimenta nel riconoscimento altri, nell’assommare figure e posizioni, più che nell’essere individuo?

E quanto incide lo stato d’animo del momento?

Penso sia molto importante l’attenzione data ai feedback: sono privilegiati i propri o quelli degli altri; servono per indirizzare un percorso autonomo oppure per sostenere un’impalcatura posticcia, costruita per compiacere ed essere accettati?

Dietro a questa diversità compare ben evidente il concetto di stabilità della persona centrata su se stessa, finalizzata e focalizzata, piuttosto dell’atteggiamento altalenante di chi è vittima di ciò che ritiene gli altri pensino di lui.

Qual è il ruolo degli stereotipi personali e sociali che si affollano nella mente?

quanto incidono le emozioni negative, rispetto a quelle positive?

Insomma: nel flusso o alla deriva?

Liberi ed interdipendenti o dipendenti dagli altri e dal contesto?

Tu che ne dici?

Grazie per il tuo parere!

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http://obiettivoefficacia.wordpress.com/2009/02/19/piccolo-cameo-della-pizza/

http://obiettivoefficacia.wordpress.com/2009/03/02/cosa-vuol-dire-essere-nel-flusso-1-parte/

http://obiettivoefficacia.wordpress.com/2009/03/04/cosa-significa-essere-nel-flusso-2-parte/

Ps: l’immagine è opera di Ettore Sottsass; la didascalia dice ‘Sto Meditando Non Toccatemi’

http://www.archimagazine.com/asott.htm


Attenzione! Attenzione parziale continua in agguato! (parte 1^)

17 Ottobre 2008

Oggi ti parlo di un difetto che da tempo lavoro per correggere… non dico estipare del tutto, ma almeno limitare significativamente nelle caratteristiche e negli esiti.
Quando andavo a scuola e lo sguardo si disperdeva verso gli alberi del cortile, la maestra parlava di distrazione.

Oggi, che sono responsabile di me stesso, dei miei successi ed insuccessi, di ciò che faccio minuto dopo minuto, scopro che la distrazione si è trasformata in attenzione parziale continua, un nemico da trattare con grande attenzione, perchè, come un virus, si insinua dentro di noi, influenza compotamenti ed atteggiamenti, senza che che ce ne accorgiamo.

E così è un supplizio resistere a tutti i gadget che mi trovo sulla scrivania dove mi siedo a lavorare: telefono, cellulare con telefonate e sms, e-mail, blog e siti internet a totale disposizione… Mi posso considerare quasi fortunato per il fatto che la mia imbranataggine telematica mi precluda l’utilizzo di messaggeria istantanea, Skype, Facebook….

Eppure, anche senza queste modernità, scopro spesso quanto l’antica finestra fosse in realtà innocente, poichè tutto sommato la mia mente, l’immaginazione, la curiosità, si perdevano lentamente all’interno della sua cornice, e talvoltà lo sguardo si perdeva nel vuoto.

Ora invece le distrazioni sono molto più aggressive, una volta che sei entratto in contatto con loro, ti accalappiano, di rivelano una matrioska che da un livello ti sprofonda in altri successivi, senza soluzione di continuità e portandoti anni luce lontano da ciò che stavi facendo…

… e rilascindoti solo minuti e minuti dopo alla tua attività di provenienza, inebetito per tuto il tempo trascorso nel frattempo!

Ovviamente non senza aver prima dato un’occhiata all’e-mail!

E se Sharon Stone mi avesse cercato nel frattempo…

Bene, quanto tempo è passato da quando ho distolto lo sguardo dal mio lavoro?

Quanto mi infastidisco nel vedere quanto tempo è passato?

Bene, allora mi conviene certamente raffinare la mia capacità d’attenzione, costruendo attorno ad essa una parabiola che la concentri e la diriga.

Hai presente un faro? è formato da una lampada e da uno schermo posto attorno ad essa che evita che la luce si disperda e invece la focalizza sul particolare che deve essere illuminato. Che tutto il resto sia buio, questo poco importa.

Che ne dici?

Per fare più luce, chi ha inventato il faro non ha aumentato la lampadina, ma ha limitato la dispersione, introducendo ed ottimizzando la parabola.

Allora, per migliorare il mio benessere ed i miei risultati non debbo aumentare – magari con farmaci o sostanze – la mia attenzione, quanto limitare le distrazioni.

Per oggi basta, se no ti…. distraggo!

A proposito… se non l’hai già fatto, REGISTRATI ORA ad Obiettivoefficacia!

A presto!

Andrea

Ps! dimenticavo…

Ciao!


La grande forza della mente

3 Settembre 2008

Ciao,

oggi ti propongo un post molto personale.

Mentre leggi queste righe io sono all’ospedale,

per affrontare un intervento chirurgico ad un piede.

Ma non è certo di questo che ti voglio parlare.

Fino a domenica sono stato in vacanza;

ho camminato molto, al caldo, ho corso, nuotato,

giocato con i bambini; chiaccherato, discusso e riso con gli amici, ecc.

Insomma, non ho mai badato al mio piede,

perchè i miei pensieri erano intensamente occupati altrove.

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Da lunedì, rientrato nella “normalità”,

il piede mi duole, pulsa, si fa sentire.

Finita la distrazione della vacanza, ho portato la mia mente a pensare

all’intervento, al piede.

E dentro di me è cresciuta la preoccupazione,

che tende a distogliere la mia mente dalle altre cose.

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Questo è un piccolo esempio, per me attuale,

di quanto puoi costruire la TUA realtà,

bella o brutta,

a seconda di come indirizzi i TUOI pensieri.

Evidentemente questo cambia radicalmente la TUA efficacia,

la capacità di porsi in modo positivo ed utile nelle situazioni.

Ti trovi ad affrontare ed a vivere le situazioni,

in base a come le vedi, non per quello che sono!

E puoi avere un atteggiamento positivo, più efficace

oppure negativo, ovviamente poco utile.

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Perchè non provare a controllare i pensieri e

di conseguenza a gestire gli stati d’animo, anzichè subirli?

A presto!


Il tempo, la gestione del tempo, la costruzione della tua soddisfazione.

13 Maggio 2008

Certo!

Proprio questa è la chiave di volta della soddisfazione personale.

 

Gestire il tempo in modo efficace significa per me tre cose ben precise, che ho voglia e desiderio di condividere con te e con chi parteciperà al nostro dialogo:

  • Avere un progetto d’insieme della propria vita, dove mondo personale e professionale si integrino in modo positivo e coerente, riuscendo a convivere e a corroborarsi reciprocamente;
  • Essere convinto che il senso di ciò che sto facendo è essenzialmente nel percorso che compio ogni giorno ed avere la convinzione che questo percorso sarà tanto più mio quanto più lo conquisterò con scelte personali, frutto di decisioni su dove porre le mie priorità e quindi su dove concentrare il mio tempo, 
  • Agire di conseguenza, sviluppando un sistema personalizzato di pianificazione e programmazione, in linea con la propria personalità e la propria visione del mondo, che sappia sfruttare gli strumenti più utili, ma lasci spazio alle esigenze personali di rilassamento e risulti coerente, almeno in prima istanza, con le abitudini di vita più efficaci.

 

Certo, sono perfettamente conscio che ogni giorno molte persone e situazioni “lavorano contro”, ma quello che mi sta particolarmente a cuore è il fatto che io stesso, tu, noi non lavoriamo contro di noi, contro i nostri obiettivi, i nostri sogni, la nostra soddisfazione, la nostra vita.

 

E questo accade se non sai dove vuoi andare, se non hai definito cosa veramente costituisce la tua priorità, rispetto alla quale concentrare sforzi, attenzione, crescita, energia, entusiasmo.

 

Fermarsi ogni tanto a dialogare con te stesso è essenziale per definire proprio questo: cosa ti interessa davvero e cosa in fin dei conti ti distrae e non ti appaga… e dunque è meglio lasciarlo perdere.

 

Gestire con efficacia e soddisfazione il proprio tempo è questione di benessere e di risultati: Domenico De Masi racconta a me e a te come

 

 Il lavoro creativo è sempre a tempo pieno: chi è assillato da un problema che richiede soluzioni ideative (un artista, un pubblicitario, un imprenditore, un artigiano, un professionista) non può interrompere il filo del pensiero così come l’operaio, al suono della sirena, interrompeva la sua prestazione alla catena di montaggio. Il cervello del creativo, una volta impegnato su un certo problema, lavora senza sosta (in ufficio, a casa, nella veglia, nel sonno e nel dormiveglia) fin quando non arriva l’intuizione geniale, l’insight risolutivo. …

Il tempo libero è aumentato grazie al progresso tecnologico, all’igiene, all’alimentazione, alla medicina, alla farmacologia, all’informazione, alla scolarizzazione, che hanno consentito in due sole generazioni di raddoppiare la lunghezza della vita media.

Eppure, soprattutto i maschi hanno la sensazione che il tempo a loro disposizione non sia aumentato affatto e che occorra accelerare i ritmi, affrettarsi, programmare minuziosamente ogni loro giornata per non restare indietro. Ma indietro a chi e a cosa?…

Il tempo libero è sempre stato considerato meno utile, meno importante, meno etico, meno complesso del lavoro, per cui gli sforzi educativi sono stati concentrati su quest’ultimo….

A queste aberrazioni conduce un modello di vita per cui i cittadini (soprattutto maschi) hanno bandito l’arte di vivere bene il proprio tempo. Il problema della felicità, dunque, non coincide con il problema del progresso tecnologico, della ricchezza e dell’efficienza produttiva, visto che i popoli tecnologicamente più progrediti, economicamente più ricchi e organizzativamente più efficienti vedono crescere di giorno in giorno le loro contraddizioni e le loro inquietudini. Contraddizioni e inquietudini di un modello che noi rischiamo di importare attraverso la globalizzazione.

 

 

Che ne dici?

Pensaci, ci rivediamo domani!

 

Grazie per la tua attenzione ed i commenti che vorrai proporre!