Ti presento delle persone in gamba!

15 Dicembre 2009

Nelle ultime settimane ho percorso l’Italia è ho avuto la fortuna di incontrare diverse persone davvero in gamba.

Giovani e non, determinate, ottimiste, coraggiose, competenti.

A loro dedico questo mio pensiero; a te idealmente – e non solo – le voglio presentare.

Ne scelgo alcune, sia come individui in sè che come archetipi.

Una giovane collega decisa ed entusiasta della sua scelta professionale, capace di descriverla con grinta ed entusiasmo, trasmettendo il piacere oltre che il senso di responsabilità, riflettendo la capacità di coniugare impegno e cura di sè.

Un giovane collega che nella difficoltà ha saputo vedere il lato utile, che non ha perso nè speranza nè determinazione, ma ragiona in termini assai maturi di sviluppo e posizionamento ed investe sul suo domani. Sono contento che nel momento più nero abbia sentito il calore dei colleghi attorno a sè, ma, davvero, la sua forza è dentro di lui.

Un altro professionista innamorato della propria area di attività, privo di remore verso i cosiddetti ‘affermati’, attento nel porre i temi nel modo corretto e nel sottolineare con un lessico attento ma non autoreferenziale la qualità ed i contorni del proprio argomentare.

Grazie per la tua attenzione.


Una gentile blindatura

23 Ottobre 2009

In queste settimane mi sto dilettando con la ristrutturazione del mio appartamento.

Quando si è trattato di metter mano al portoncino d’ingresso… beh, vuoi forse che la serratura funzionasse bene?

Certo che no!21102009296

Ed allora è cominciata una delle mie inaspettate avventure.

Contattato il serramentista, questi mi ha chiesto il tipo di serratura… e che ci vuole, se il montatore non lo sa e io meno che meno?

Eureka!

Col foto-cellulare scatto due istantanee e via la mail al serramentista e da questi al costruttore (locale e storico) del blindato.

Dopo un pò si scopre che in qualche andito del magazzino – accuratamente conservata – c’è una serratura che potrebbe essere come la mia.

Di volata mi reco presso l’azienda costruttrice, dove il mio riferimento è il titolare.

La nuova serratura è luccicante e, ovviamente, funziona benissimo.

Ma… ma è diversa dalla mia!

Per montarla sono necessarie delle modifiche e non di poco conto.

Nel frattempo è arrivata l’una, penso al mio portoncino che giace riverso e … aperto su due cavalletti in terrazzo ed all’appartamento aperto, con gli operai a pranzo.

Il titolare dell’azienda ha probabilmente colto questi miei pensieri, ed ha cercato di darmi una mano, dimentico del pranzo, aprendo la mia vecchia serratura per vedere se era possibile ripararla.

Mi è piaciuto vedere un titolare di una storica e fiorente PMI trarre dal cassetto della scrivania cacciavite, straccio e lubrificante ed armeggiare a ‘cuore aperto’ sul mio povero insieme di gracchianti ferretti.

Fatto questo ha considerato come la mia chiave – usurata – forse non lavorasse bene e ha detto che ne avrebbe fatta fare una nuova da un suo operaio, dirigendosi verso l’officina.

Gli ho chiesto se potevo seguirlo, perchè mi interessava vedere la sua azienda.

L’operaio interpellato disse che non se la sentiva di copiare quella chiave antica, che richiedeva un procedimento totalmente manuale e un pò d’… occhio esperto.

Il titolare allora decise di farlo egli stesso e mi raccontò, nel frattempo dei sui esordi giovanili nell’azienda.

Era piacevole vedere come manovrava con perizia ed attenzione quella macchina manuale; dietro questa cura e competenza c’è gran parte del successo di molte PMI italiane.

Finita la copia mi ha detto:

Visto che le interessa le faccio visitare l’azienda.

Con piacere.

E sai da dove abbiamo cominciato?

Dal cantiere dell’ampliamento in corso, perchè la crisi si sente sì, ma bisogna anche guardare avanti.

Poi sono ripartito, con due serrature e l’accordo che se non avessi usato la nuova l’avrei riportata.

Una bella avventura, in una giornata che sembrava iniziata piuttosto male.

Grazie per la tua attenzione.


ORGANIZZAZIONE AZIENDALE e leadership: l’INTELLIGENZA EMOTIVA

10 Giugno 2009

Ho citato più volte l’Intelligenza Emotiva; ma cos’è con precisione?

Si tratta della

CAPACITA’ DI RICONOSCERE I PROPRI SENTIMENTI E QUELLI DEGLI ALTRI, DI AUTOMOTIVARSI E DI GESTIRE POSITIVAMENTE LE EMOZIONI, SIA INTERIORMENTE, SIA NELLE RELAZIONI CON GLI ALTRI.

CONSAPEVOLEZZA DI SE’: conoscere i propri sentimenti e preferenze e servirsene per decidere;avere coscienza delle reali capacità e fiducia in sè
DOMINIO DI SE’: gestire le proprie emozioni per e non contro; essere determinati, coerenti e continuativi; saper resistere allo stress
MOTIVAZIONE: usare le proprie preferenze per prendere l’iniziativa e spronarsi verso gli obiettivi, ricercare l’efficienza; non arrendersi

EMPATIA:prestare attenzione ed adottare la prospettiva altrui; coltivare fiducia e sintonia emotiva con un ampio spettro di persone differenti
ABILITA’ SOCIALE: saper leggere le situazioni e le reti sociali; interagire fluidamente con gli altri; gestire bene le emozioni nelle relazioni. Usare queste capacità per persuadere e guidare gli altri, per negoziare e raggiungere accordi, per lavorare in team.


Motivazione e organizzazione aziendale: un binomio vincente!

5 Giugno 2009

Alcuni giorni fa, complice il bel tempo, ho deciso di fare una passeggiata subito dopo pranzo.

Infilate nelle orecchie gli auricolari dell’i-pod, ho iniziato a camminare tranquillamente mentre ascoltavo un audio sull’importanza della motivazione in un processo di delega.

Mentre passavo nei pressi di un campo sportivo, un gruppo di giovani pompieri volontari, diretto da un caposquadra, iniziava una esercitazioni con le manichette antincendio.

Ad un comando secco del coach i ragazzi sono scattati velocissimi e precisi ed hanno messo in atto con determinazione e serietà le procedure necessarie per realizzare la manovra.

I loro visi erano concentrati ma non tesi, i movimenti rapidi e precisi; si intuiva che la concentrazione era alta, ma che avrebbe potuto sopportare anche l’aggravio dello stress di una eventuale emergenza vera.

Quel gruppo di ragazzi era davvero una squadra affiatata che si muoveva all’unisono rispetto ai comandi dell’allenatore.

Davvero un bell’esempio di squadra vincente.

E davvero un allenatore competente ed in grado di trasmettere motivazione.

Un binomio vincente, appunto.


La FORZA delle emozioni! Auguri!

11 Aprile 2009

Non serve altro!

Ciao


Identità, autorevolezza e autostima // Flusso o deriva?

8 Marzo 2009

sotsass1Sto camminando, intorno all’ora di pranzo, per le vie della mia città.

Sono solo, non incontro nessuno che conosco, il cellulare non squilla nè vibra.

Mi domando:

Quanto io sono io e quanto io sono ciò che è creato dalla relazione con gli altri?

Di più: quanto sono ciò che gli altri mi riconoscono di essere?

Quanto esisto grazie al riconoscimento degli altri?

Qual è il rapporto fra l‘autostima quale valore attribuito a se stessi e l’autorevolezza, come valore attribuito dagli altri?

E’ la prima che influisce su atteggiamenti e comportamenti e dunque traina la seconda?

Oppure l’autostima si alimenta nel riconoscimento altri, nell’assommare figure e posizioni, più che nell’essere individuo?

E quanto incide lo stato d’animo del momento?

Penso sia molto importante l’attenzione data ai feedback: sono privilegiati i propri o quelli degli altri; servono per indirizzare un percorso autonomo oppure per sostenere un’impalcatura posticcia, costruita per compiacere ed essere accettati?

Dietro a questa diversità compare ben evidente il concetto di stabilità della persona centrata su se stessa, finalizzata e focalizzata, piuttosto dell’atteggiamento altalenante di chi è vittima di ciò che ritiene gli altri pensino di lui.

Qual è il ruolo degli stereotipi personali e sociali che si affollano nella mente?

quanto incidono le emozioni negative, rispetto a quelle positive?

Insomma: nel flusso o alla deriva?

Liberi ed interdipendenti o dipendenti dagli altri e dal contesto?

Tu che ne dici?

Grazie per il tuo parere!

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http://obiettivoefficacia.wordpress.com/2009/02/19/piccolo-cameo-della-pizza/

http://obiettivoefficacia.wordpress.com/2009/03/02/cosa-vuol-dire-essere-nel-flusso-1-parte/

http://obiettivoefficacia.wordpress.com/2009/03/04/cosa-significa-essere-nel-flusso-2-parte/

Ps: l’immagine è opera di Ettore Sottsass; la didascalia dice ‘Sto Meditando Non Toccatemi’

http://www.archimagazine.com/asott.htm


Le Mappe Mentali…Perchè non ‘giri’ quel foglio?

25 Febbraio 2009

Hai mai pensato quanto il nostro modo di ragionare sia legato all’asse verticale (su-giù)?

Hai mai pensato che quando metti davanti a te un foglio di carta bianco e cominci a scrivere o a tracciare degli schemi, la dimensione e la disposizione del foglio vincolano per certi versi il tuo ragionamento e condizionano il tuo punto di vista?

Hai mai considerato come su quel benedetto foglio tendi di solito a scrivere da sx a dx e dall’alto in basso, anche se questo schema di rappresentazione non si adatta affatto alla rappresentazione mentale dei quoi pensieri o di ciò che vuoi esprimere?

Hai mai notato come un tema, un fatto, un problema siano spesso il punto di incontro di un insieme di cause o di motivazioni e non di uno soltanto?

Bene.

E allora puoi girare il tuo foglio, trovarti davanti uno spazio ‘nuovo’, diverso dal solito e cominciare a dare una forma diversa alla rappresentazione dei tuoi pensieri e, conseguentemente ad aprire nuove strade per i tuoi ragionamenti e per il tuo problem setting e solving.

Esatto, ti sto parlando delle mappe mentali, di semplici quanto utili strumenti per visualizzare con chiarezza e completezza i nostri pensieri.

mappa-mentale-studio-professionale

Attraverso una mappa mentale è possibile costruire e rappresentare (rappresentarsi) un concetto complesso o un insieme di concetti; è possibile chiarire (e chiarirsi) un ragionamento che implica di prendere in considerazione più punti di vista, senza necessariamente creare una gerarchia.

Utilizzare una mappa mentale significa costruire i presupposti per un efficace problem setting e solving, per evidenziare anche aspetti che non verrebbero immediatamente in mente ma che risultano essere importanti e per dare il giusto rilievo a tutte le componenti, senza limitarsi alle principali o confondere le conseguenze con le cause.

Una mappa mentale è uno strumento efficacissimo sia per spiegare ad altri, sia per memorizzare una realtà complessa; risulta quindi molto consono ad accompagnare la comprensione o l’illustrazione di un argomento, nello specifico svolgendo la funzione di rappresentare all’altro lo ’schema logico’ che chi spiega ha adottato e propone.

Nell’immagine trovi una mappa mentale di base relativa allo sviluppo dello Studio professionale, partendo dai punti di vista della comunicazione, della qualità e della gestione, che ho realizzato in parallelo ad un DVD e ad un ebook didattico intitolato ObiettivoEfficacia, la gestione dell’uffico alla ricerca di soddisfazione e risultati.

Se l’argomenti ti ha colpito/interessato/stupito (e ancor più in caso contrario!)  ti consiglio la lettura di questo articolo:

http://www.complexlab.com/Members/rbuzz/articoli/storia-di-un-pensiero-che-da-lineare-ritorno-ad-essere-radiale/

 

Grazie per la tua attenzione.


‘Questa è la MIA settimana fortunata!’

23 Febbraio 2009

Questa è la MIA settimana fortunata!

No, non sto affatto scherzando.

E’ neppure sono ammattito.

Eppure….

Questa è la MIA settimana fortunata!

Non sarai mica un pò invidioso… mi auguro!

Questa è la MIA settimana fortunata!

Ma ne sei proprio sicuro, Andrea?

Chiaro che lo so per certo!

E… come fai a saperlo?

Dì un pò, la cosa ti intriga?

Allora ti intrigherà ancosa sapere che non riguarda tanto me, quanto te.

Esatto, te.

Esclama ad alta voce con me:

Questa è la MIA settimana fortunata!

Questa è la settimana in cui non mi accontenterò di FARE DELLE COSE, ma mi sforzerò di raggiungere i traguardi che adesso scrivo su questo pezzo di carta che ho qui davanti a me e che terrò in evidenza fino a domenica sera.

Questa è la settimana in cui non troverò scuse o alibi, in cui non procastinerò, in cui non cercherò scorciatoie che so benissimo non porteranno a nulla di buono.

Questa è la MIA settimana fortunata! Ed è la settimana in cui mi sforzerò di fare finalmente le cose che ho accantonato sulla scrivania e nella mente e che mi ‘pesa’ non aver ancora fatto.

Questa è la settimana in cui non mi farò mancare il tempo per pensare a me e ai miei cari, di curare il mio benessere ed il mio entusiasmo.

Questa è la settimana in cui ho deciso di ricercare soddisfazione e risultati.

Questa è la settimana che ho deciso sarà la più fortunata della mia vita!

Bene, mi fa molto piacere sentire la tua determinazione.

Tu hai sempre il potere di fare ciò che davvero vuoi della tua vita.

Concordo, Patti Smith è davvero una ‘grande’ e merita 5′;

Io invece ti ripropongo di passare assieme a me un… minutino… ma intenso!

Articoli correlati:

http://obiettivoefficacia.wordpress.com/2009/01/12/non-dimenticare-pareto/

http://obiettivoefficacia.wordpress.com/2008/10/17/attenzione-attenzione-parziale-continua-in-agguato-parte-1/

http://obiettivoefficacia.wordpress.com/2008/10/31/attenzione-attenzione-parziale-continua-in-agguato-2parte/

Grazie per la tua attenzione!

PS: le forature si considerano a parte!


Buon Compleanno Andrea!

12 Febbraio 2009

JJ

… Perchè è proprio così che ci si sente. Sto morendo di un male che mi secca tutto il sangue nelle vene e tutta la linfa, e tutto quello che mi fa sentire vivo, e…

Va bene, e poi?

mi ha chiesto Martin.

Forse hai saltato il capitolo sul perchè volevi ucciderti.

E’ questo. La malattia che mi asciuga tutto il sangue delle vene.

Ma quello succede a tutti!

ha detto Martin.

Si chiama ‘invecchiare’. L’ho provato ancor prima di finire in prigione.

Ancor prima di andare a letto con quella ragazza. Anzi, ora che ci penso, probabilmente è per questo che ci sono andato a letto.

No, io non ho capito

ha detto Jess.

Davvero?

Certo. Sei inculato.

Ha agitato la mano in direzione di Maureen per scusarsi, uguale ad una tennista che ammette un net di culo.

Credevi che saresti diventato qualcuno mentre adesso è chiaro che sei nessuno.

Non hai il talento che ti credevi e non hai fatto nessun piano B, non hai né capacità né istruzione e adesso all’orizzonte ti ritrovi quaranta o cinquant’anni di niente. Probabilmente meno che di niente. Casino abbastanza tosto. Peggio che aver quella cosa al cervello, perché quello che hai adesso ci metterà di più ad ammazzarti.

Hai la scelta tra una morte lenta e dolorosa e una svelta e pietosa.

Poi ha fatto spallucce.

C’aveva ragione. Colpito e affondato.

Nick Hornby, Non buttiamoci giù, 2005 Guanda, pp. 138,9

.......

 

GRAZIE!!

 


La forza della gratitudine. Sai che puoi scegliere tra uffa(#@!?#) e grazie(!)?

9 Febbraio 2009

Proprio così!!

Sai che puoi scegliere tra uffa(#@!?#) e grazie(!) ?

Ma … che razza di titolo per questo articolo, Andrea!

Forse che l’eccesso di nevicate ti ha fatto ammuffire (del tutto) il cervello??

I tuoi 2 … (due) neuroni non sono più disposti ad incrociare le rispettive sinapsi??

Affatto, il mio cervello sarà quello che è, ma il titolo – e l’argomento – non sono affatto peregrini.

Tu sei una persona che tende ad esternare lamenti o gratitudine?

Nella vita di tutti i giorni, intendo dire, ti cogli più frequentemente a lamentarti di ciò che non va o che potrebbe andare meglio oppure essere diverso, o invece noti prevalentemente frasi e pensieri di gratitudine verso ciò che hai e fai?

Vedi, sono profondamente convinto che esista una relazione diretta e profonda tra l’atteggiamento adottato ed il tipo di esperienza di vita che ognuno di noi costruisce.

Mi spiego meglio: credo fermamente che chi vive la propria esperienza quotidiana con un sentimento sincero e duraturo di gratitudine verso chi e ciò che lo circonda, a prescindere dal fatto che non necessariamente tutto questo sia ‘fantastico’, beh, chi riesce a vivere in questo modo ottiene due grandi risultati. Da un lato sta certamente meglio con se stesso, dall’altro l’atteggiamento di maggior fiducia e positività nei confronti della vita, delle situazioni, delle persone, non può non riverberarsi in una maggior voglia di fare, di sperimentare, di agire.

Ne consegue che un individuo che abbia maturato questo modo d’essere dispone a mio parere di un approccio più proficuo ed efficace al proprio percorso di vita, rispetto a chi indulge in lamentazioni verso ciò che sta intorno a lui.

In questo secondo modo di porsi ravvedo il rischio – o meglio la concreta possibilità – che si verifichi un continuo stop-and-go, un procedere a singhiozzo tra un momento di entusiasmo o motivazione ed un successivo più o meno immediato scoramento dovuto al fatto che sicuramente si incontra qualcosa che non è/o non va come si vorrebbe. Purtroppo per lui è difficile andare distante con la tecnica del singhiozzo, ma è anche molto difficile vivere bene ed essere felici!

Allora certo, sia la prima persona che la seconda si imbattono nelle medesime situazioni e persone, ma ciò che fa la differenza – e non poco – è la loro reazione: una è positiva, trasmette all’esterno (quindi agli altri) e all’interno (a te stesso) positività, benessere (anche se relativo, ovvio), entusiasmo. L’altra ottiene il risultato contrario.

Mi sembra quindi piuttosto chiaro che di fronte alla medesime condizione, puoi decidere come ’sentirti’, ‘comportarti’, ‘agire’. Ed i risultati che otterrai saranno conseguenti a questa ’scelta di campo.

Ok, supponiamo tu abbia ragione; che ci posso fare?

Beh, di sicuro puoi scegliere di fare qualcosa, abbastanza a lungo per vedere cosa cambia… e poi scegli tu come comportarti.

Dà un occhiata alla mia proposta!

Ci rivediamo fra un mese.

Grazie per la tua attenzione!