La comunicazione efficace dello studio professionale

18 Settembre 2009

 

La comunicazione efficace dello studio professionale
ovvero… una leva potente per ottenere dal tuo lavoro le soddisfazioni e le gratificazioni che meriti.

Ti invito a considerare lo sviluppo professionale anche al di là della tradizionale formazione tecnico-specialistica, poichè sono assolutamente convinto che questa competenza possa essere ulteriormente valorizzata, se comunicata efficacemente al cliente ed al mercato, attraverso atteggiamenti e comportamenti organizzativi adeguati. Questo significa attribuire un ulteriore Valore aggiunto al proprio agire professionale, attraverso la ‘traduzione’ della propria competenza professionale in ‘termini’ pienamente comprensibili dal proprio cliente.

Inoltre, elemento non secondario, la capacità di utilizzo in termini personali e a livello di studio della comunicazione permette di disporre di ulteriori strumenti per interagire con un contesto complesso quale quello di crisi che stiamo attraversando, senza indulgere in semplificazioni poco attuali, ma potendo contare su una capacità di proposta quanto più flessibile e modulabile, ancorchè competente e convincente.

Inoltre, lavorare con piacere, soddisfazione ed ottenendo risultati; risultati economici, a livello di soddisfazione e benessere personale e di chi ci circonda.

Ma tutto questo è possibile solo per Valentino Rossi e per qualche altro fortunato calciatore, attore, cantante?

Oppure anche noi ‘mortali’ possiamo andare a costruire le nostre fortune, unendo soddisfazione a risultato economico, benessere a sviluppo di una carriera professionale?

Sono convinto che sia proprio così e ti invito seguire le mie parole con fiducia, per sperimentare concretamente gli argomenti e le indicazioni che ti propongo in questo video-articolo, che ho organizzato in due momenti.

La comunicazione dello studio professionale:

Parte prima: uno schema logico

I^. area: il marketing latente

il posizionamento
la qualità percepita
lo stile ‘imprenditoriale’
2^ area: la comunicazione quotidiana con l’esterno

l’opportunità del front-office
il valore dell’input
la customer satisfaction
3^ area: la comunicazione quotidiana interna

lo stile manageriale: delega e gestione
l’effetto esempio.

Parte seconda: i 9 killer della comunicazione dello studio professionale! Quali sono e come evitarli!

I^ area: il marketing latente

Posizionamento? Non ci penso!
Qualità percepita? Non saprei…

Stile ‘imprenditoriale’? Casuale; non ho un programma ben definito

2^ area: la comunicazione quotidiana con l’esterno

Al front office?! … l’ultimo arrivato’
Input (output): quel che viene…
Customer ‘satisfaction’ e sorriso: Il cliente dovrebbe ringraziarmi per quel che faccio per lui!
3^ area: la comunicazione quotidiana interna


Stile ‘manageriale’: •Non uso un Sistema di Gestione e Controllo

Stile ‘manageriale’: Delego sulle ‘cose da fare’
Effetto esempio? Non ci penso e non lo curo.


Sono certo che avrai trovato nelle mie parole più di uno spunto per agire.

Bene, non lasciare che il contingente seppellisca quanto ti ha colpito; scrivilo, tienilo in evidenza e dedica costantemente un pò delle tua attenzione (= tempo) ad agire in tal senso.

Ti assicuro che ne vale la pena.

Grazie per la tua attenzione.

Andrea Pozzatti


ORGANIZZAZIONE AZIENDALE e leadership: l’INTELLIGENZA EMOTIVA

10 Giugno 2009

Ho citato più volte l’Intelligenza Emotiva; ma cos’è con precisione?

Si tratta della

CAPACITA’ DI RICONOSCERE I PROPRI SENTIMENTI E QUELLI DEGLI ALTRI, DI AUTOMOTIVARSI E DI GESTIRE POSITIVAMENTE LE EMOZIONI, SIA INTERIORMENTE, SIA NELLE RELAZIONI CON GLI ALTRI.

CONSAPEVOLEZZA DI SE’: conoscere i propri sentimenti e preferenze e servirsene per decidere;avere coscienza delle reali capacità e fiducia in sè
DOMINIO DI SE’: gestire le proprie emozioni per e non contro; essere determinati, coerenti e continuativi; saper resistere allo stress
MOTIVAZIONE: usare le proprie preferenze per prendere l’iniziativa e spronarsi verso gli obiettivi, ricercare l’efficienza; non arrendersi

EMPATIA:prestare attenzione ed adottare la prospettiva altrui; coltivare fiducia e sintonia emotiva con un ampio spettro di persone differenti
ABILITA’ SOCIALE: saper leggere le situazioni e le reti sociali; interagire fluidamente con gli altri; gestire bene le emozioni nelle relazioni. Usare queste capacità per persuadere e guidare gli altri, per negoziare e raggiungere accordi, per lavorare in team.


Il TUO posizionamento EFFICACE!!

11 Marzo 2009

Esatto. Del posizionamento.

Ovvero, di come rendere visibile la tua competanza, il tuo sapere, le tue qualità, il servizio che offri.

Facciamo un’ipotesi: domani pubblico un bell’articolo.

Per scriverlo mi sono impegnato, ho studiato, ricercato, discusso.

Dopo averlo scritto ho limato il testo, l’ho affinato, curato; è uscito proprio un buon lavoro.

L’ho riletto; davvero mi rappresenta. davvero comunica ciò che volevo far giungere alla mente ed all’animo altrui.

E’ davvero un buon lavoro.

Bene.

Cosa manca? Manca la cosa più importante, cioè la certezza che venga letto da un gran numero di persone e, soprattutto, da coloro che rappresentano il mio targetdi riferimento.

Quindi la competenza, l’abilità, l’entusiasmo, rischiano di essere vincolate nel limbo delle potenzialità teoriche, se non sono veicolate ad uno sbocco efficace, per rendere al meglio.

Pensa dunque anche alla tua situazione:

  • le tue capacità raggiungono un buon numero di clienti e potenziali clienti che le possano apprezzare ed utilizzare?
  • il tuo approccio al mercato è strutturato e calibrato sulla base di un piano che attua una strategia mirata a raggiungere/consolidare un posizionamento motivato?
  • ti capita spesso di pensare di non essere sufficientemente in grado di promuovere la tua professionalità nel verso giusto?

Vale la pena rifletterci un pò, non ti pare?

Ciao.

http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/tecnologia/web-motori/web-motori/web-motori.html


Le Mappe Mentali…Perchè non ‘giri’ quel foglio?

25 Febbraio 2009

Hai mai pensato quanto il nostro modo di ragionare sia legato all’asse verticale (su-giù)?

Hai mai pensato che quando metti davanti a te un foglio di carta bianco e cominci a scrivere o a tracciare degli schemi, la dimensione e la disposizione del foglio vincolano per certi versi il tuo ragionamento e condizionano il tuo punto di vista?

Hai mai considerato come su quel benedetto foglio tendi di solito a scrivere da sx a dx e dall’alto in basso, anche se questo schema di rappresentazione non si adatta affatto alla rappresentazione mentale dei quoi pensieri o di ciò che vuoi esprimere?

Hai mai notato come un tema, un fatto, un problema siano spesso il punto di incontro di un insieme di cause o di motivazioni e non di uno soltanto?

Bene.

E allora puoi girare il tuo foglio, trovarti davanti uno spazio ‘nuovo’, diverso dal solito e cominciare a dare una forma diversa alla rappresentazione dei tuoi pensieri e, conseguentemente ad aprire nuove strade per i tuoi ragionamenti e per il tuo problem setting e solving.

Esatto, ti sto parlando delle mappe mentali, di semplici quanto utili strumenti per visualizzare con chiarezza e completezza i nostri pensieri.

mappa-mentale-studio-professionale

Attraverso una mappa mentale è possibile costruire e rappresentare (rappresentarsi) un concetto complesso o un insieme di concetti; è possibile chiarire (e chiarirsi) un ragionamento che implica di prendere in considerazione più punti di vista, senza necessariamente creare una gerarchia.

Utilizzare una mappa mentale significa costruire i presupposti per un efficace problem setting e solving, per evidenziare anche aspetti che non verrebbero immediatamente in mente ma che risultano essere importanti e per dare il giusto rilievo a tutte le componenti, senza limitarsi alle principali o confondere le conseguenze con le cause.

Una mappa mentale è uno strumento efficacissimo sia per spiegare ad altri, sia per memorizzare una realtà complessa; risulta quindi molto consono ad accompagnare la comprensione o l’illustrazione di un argomento, nello specifico svolgendo la funzione di rappresentare all’altro lo ’schema logico’ che chi spiega ha adottato e propone.

Nell’immagine trovi una mappa mentale di base relativa allo sviluppo dello Studio professionale, partendo dai punti di vista della comunicazione, della qualità e della gestione, che ho realizzato in parallelo ad un DVD e ad un ebook didattico intitolato ObiettivoEfficacia, la gestione dell’uffico alla ricerca di soddisfazione e risultati.

Se l’argomenti ti ha colpito/interessato/stupito (e ancor più in caso contrario!)  ti consiglio la lettura di questo articolo:

http://www.complexlab.com/Members/rbuzz/articoli/storia-di-un-pensiero-che-da-lineare-ritorno-ad-essere-radiale/

 

Grazie per la tua attenzione.


‘Questa è la MIA settimana fortunata!’

23 Febbraio 2009

Questa è la MIA settimana fortunata!

No, non sto affatto scherzando.

E’ neppure sono ammattito.

Eppure….

Questa è la MIA settimana fortunata!

Non sarai mica un pò invidioso… mi auguro!

Questa è la MIA settimana fortunata!

Ma ne sei proprio sicuro, Andrea?

Chiaro che lo so per certo!

E… come fai a saperlo?

Dì un pò, la cosa ti intriga?

Allora ti intrigherà ancosa sapere che non riguarda tanto me, quanto te.

Esatto, te.

Esclama ad alta voce con me:

Questa è la MIA settimana fortunata!

Questa è la settimana in cui non mi accontenterò di FARE DELLE COSE, ma mi sforzerò di raggiungere i traguardi che adesso scrivo su questo pezzo di carta che ho qui davanti a me e che terrò in evidenza fino a domenica sera.

Questa è la settimana in cui non troverò scuse o alibi, in cui non procastinerò, in cui non cercherò scorciatoie che so benissimo non porteranno a nulla di buono.

Questa è la MIA settimana fortunata! Ed è la settimana in cui mi sforzerò di fare finalmente le cose che ho accantonato sulla scrivania e nella mente e che mi ‘pesa’ non aver ancora fatto.

Questa è la settimana in cui non mi farò mancare il tempo per pensare a me e ai miei cari, di curare il mio benessere ed il mio entusiasmo.

Questa è la settimana in cui ho deciso di ricercare soddisfazione e risultati.

Questa è la settimana che ho deciso sarà la più fortunata della mia vita!

Bene, mi fa molto piacere sentire la tua determinazione.

Tu hai sempre il potere di fare ciò che davvero vuoi della tua vita.

Concordo, Patti Smith è davvero una ‘grande’ e merita 5′;

Io invece ti ripropongo di passare assieme a me un… minutino… ma intenso!

Articoli correlati:

http://obiettivoefficacia.wordpress.com/2009/01/12/non-dimenticare-pareto/

http://obiettivoefficacia.wordpress.com/2008/10/17/attenzione-attenzione-parziale-continua-in-agguato-parte-1/

http://obiettivoefficacia.wordpress.com/2008/10/31/attenzione-attenzione-parziale-continua-in-agguato-2parte/

Grazie per la tua attenzione!

PS: le forature si considerano a parte!


Crisis, what crisis?

16 Febbraio 2009

Ovunque legga, guardi, ascolti la parola d’ordine è crisi.

Crisi! Crisi con annessi e connessi… pessimismo, austerità, riduzione, contenimento…

Devo confessarti che la cosa comincia a stufarmi.

Eh sì!

Perche da quando sono nato questa parola rimbalza periodicamente nelle mie orecchie.

Negli anni settanta la crisi dello shock petrolifero, con domeniche in bici e temperature contingentate al ribasso. Poi la crisi da baby boom, con i turni pomeridiani alle scuole per carenze di aule. A fine decennio la crisi degli anni di piombo, con omicidi, tensione, scontri, occupazioni, ecc.

Negli anno ‘80 la crisi economica e dell’occupazione, con licenziamenti, cassa integrazione, i contratti di formazione lavoro. Sullo sfondo poi, periodicamente riacutizzantesi, le crisi internazionali dovute alla guerra fredda ed agli ’scazzi’ delle due superpotenze; inoltre lo sfondo grigiosangue dei morti da eroina.

Negli anni ‘90 le periodichè strette di cinghia per rientrare negli ormai mitici paramentri europei, le crisi asiatiche, la guerra nei balcani, le bottiglie d’acqua minerale ‘battenti bandiera’ albanese, l’inizio della bolla (balla?) speculativa delle dotcom.

Per il nuovo millennio non hai che da pescare nel mazzo; che preferisci?!?

  • lo ’spettro’ del millennium bug (ma ti ricordi quanta ansia per nulla!!)
  • i poveri morti delle Torri Gemelle
  • il conseguente shock mondiale
  • l’esplosione della globalizzazione e della minaccia cinese
  • il terrorismo ed alla paura di volare
  • le ‘crisi personali’ di fronte ai check in aeroportuali
  • i mutui subprime
  • la paura per la sicurezza personale
  • ….

Che ne ho tratto??

Che ogni volta ne sono/siamo usciti e che molto spesso il ‘castello’ che mi/ci eravamo costruiti in testa preventivamente si è sfaldato un pò alla volta, lasciando intravedere un ‘mostro’ molto più abbardabile del previsto.

Mi sono allora convinto a cercare di vedere il futuro un pò più roseo di come i mass media tendono a rappresentarlo, profondamente convinto della veridicità dell ‘profezia che si autoavvera’. Cioè, se vado incontro al domani convinto che sarà difficile e brutto, tutte le mie scelte saranno sulla difensiva, di chiusura, denoteranno mancanza di fiducia e dunque difficilmente coglierò le possibili occasion (perchè tanto andranno male) o farò investimenti (perchè tanto non saranno positivi) ecc.

Mi sono persuaso che non c’è ‘la’ crisi, ma periodicamente avvengono dei fenomeni di riequilibrio e di evoluzione del mercato e della società, rispetto ai quali bisogna adeguarsi e modificare un pò comportamenti ed abitudini. Ma se ne esce generalmente vivi e non troppo sofferenti.

Se mi volgo indietro e guardo la mia vita fino ad ora, non posso certo dire che ciò che non ho realizzato è stato causa delle ‘crisi’ attraverso le quali è passata la mia generazione.

Considera la ‘crisi’ una fase, come un’altra; considera che fa più danni il timore di ciò che potrebbe avvenire, che cio che avviene nella stragrande maggioranza dei casi. Considera anche che i mezzi di comunicazione hanno da tempo operato la scelta di alzare i toni e calcare la mano sulle parole, quindi credo sia utile se tutti noi, nel leggere titoli ed articoli, facciamo una buona tara a tutto ciò che ci viene propinato. Per il mio e tuo benessere psicologico, in primis… e per amor di verità!

Penso che l’errore più grande sia credere troppo alla crisi e comportarsi di conseguenza, rinunciando a crescere, investire, fare qualità, soddisfare il cliente.

Anzi, da evitare questa spirale negativa che unisce pessimismo (= minor entusiasmo) a tagli (= minori risorse) ottenendo come risultato un’offerta di minor qualità. Questa finirà con lo scontentare il cliente che presumibilmente si rivolgerà altrove e indurrà ulteriore pessimismo e tagli e minor qualità e…..

…. e dove si va a finire?

E’ certo meglio che il cliente che si rivolge a te trovi serenità ed ottimismo (= sicurezza nelle tue capacità e positività verso il futuro) e ti possa considerare il suo personale baluardo rispetto ad un pessimismo dilagante!

Grazie per la tua attenzione!

http://it.wikipedia.org/wiki/Profezia_che_si_autoavvera


Questa è comunicazione efficace!

2 Febbraio 2009

Comunicazione efficace

Questo cartello sintetizza benissimo – e in tutte le lingue – tutto quello che serve comunicare alle persone di passaggio!
Ci insegna il potere e la forza della comunicazione visiva, potentissima nella sua semplicità e capacità incisiva.

Tienine conto nelle tue strategie comunicative nell’ambito del tuo lavoro!

Buona settimana.


Il tuo valore, le tue certezze

23 Gennaio 2009

Siamo all’inizio del nuovo anno, si avviano nuovi progetti, si innescano nuove idee, si articolano nuove proposte.

Si fanno nuovi preventivi e, immagino, capiti sovente che la penna e la mente indugino nella definizione del prezzo; da un lato cerchi di valorizzare al meglio ciò che proponi, dall’altro ti chiedi come reagirà il cliente.

Ritengo che, ove non sussistano altre regole superiori, il prezzo del servizio dovrebbe essere parametrato non tanto al tempo o alle altre risorse necessarie per realizzarlo, spesso difficilmente quantificabili, quanto al vantaggio che il servizio stesso reca a ‘quel’ cliente specifico.

A questa valutazione concorrono:

  1. l’autostima del proponente,
  2. l’attribuzione di valore al servizio reso,
  3. la percezione dello stesso da parte del fruitore del servizio.

E’ quindi importante lavorare con attenzione e continuità sulla comunicazione verso te stesso e verso il tuo cliente, per evidenziare e proporre al meglio – facendone un distintivo punto di forza – il valore che contraddistingue te ed il servizio che proponi.

Ti invito a rileggere questo articolo, che racchiude tra l’altro una ’storiella’ assai emblematica.

http://obiettivoefficacia.wordpress.com/2008/05/19/il-tuo-stile-comunica-il-valore-del-tuo-lavoro/

Questo articolo ti è stato utile, fammelo sapere!

Buona giornata e grazie per la tua attenzione.


Come gestire la delega per ottenere maggior qualità e sviluppo nel tuo gruppo di lavoro!

10 Dicembre 2008

La delega è uno degli strumenti fondamentali per lavorare sulla qualità e sullo sviluppo dello studio professionale.

Come?

Attraverso il coinvolgimento e la valorizzazione dei collaboratori, sia in termini individuali che di gruppo.

L’interdipendenza è la dimensione matura dell’autonomia personale, che riconosce l’irrinunciabile importanza degli altri per la realizzazione dei progetti, delle iniziative e delle aspirazioni della persona.

Non è possibile – e nemmeno utile – fare a meno degli “altri”, ma è assolutamente importante maturare la competenza per rapportarsi al meglio con le persone, attraverso l’utilizzo efficace della delega, del coordinamento e della comunicazione.

La delega è dunque indispensabile sia in termini di efficacia (raggiungere i traguardi) che di efficienza (ottimizzare tempo e risorse); essa fa certamente riferimento all’area della attività importanti e non a quella dell’urgenza.

Parlando di delega è implicito chiamare in causa la leadership, che deve essere costruita sulla fiducia, dove fiducia significa in primo luogo coerenza con i valori professati.

Si entra quindi nella dimensione emotiva, che è parte integrante della sfera professionale e come tale va gestita ed utilizzata.

Delega: qualità e sviluppo dello studio professionale

La delega è uno strumento essenziale del management, della capacità di gestire organizzazioni e sistemi, attraverso le persone; ovviamente questo è sommamente importante in realtà operanti nel campo dei servizi, dove è la persona – singola ed in gruppo – a fare la differenza.

Soprattutto in questo caso la crescita dell’organizzazione non può assolutamente prescindere dalla crescita delle persona che vi lavorano.

Chi ‘rinuncia’ a ricorrere alla delega decide di ‘produrre in proprio’ limitando grandemente la propria ‘leva’ realizzativa, sia in termini quantitativi che qualitativi.

Delegare significa:

  • avere le idee chiare: capacità di pensare in termini di quadro generale ed in avanti; consapevolezza della realtà di cui si dispone. Avere le idee chiare è indispensabile per spiegare bene al collaboratore qual è il ruolo che egli deve ricopre, cosa deve fare, come, cosa ci si aspetta da lui in termini di risultati, comportamenti autonomia.

  • costruire rapporto con i collaboratori: conoscere ed essere ‘disponibile’ all’altro ed all’empatia; dare dei feedback tempestivi (performance review) sia in termini positivi (spesso non attuati) sia negativi, tenendo ovviamente sempre distinto il comportamento dalla persona. Dire frequentemente cosa va bene e cosa non va bene è importante per far si che il collaboratore disponga di una ’strada’ segnata da seguire e per evitare che si accumulino dei dissapori che poi rischiano di portare ad ‘esplosioni incontrollate di scontento’, certamente mai utili nè costruttive.

  • avere autocontrollo e coerenza personale: fiducia in sè; motivazione a relizzarsi; capacità di lavorare sul ‘carattere’ oltre che sulle proprie competenze; voglia di innovare, costruire, migliorare. Autostima e autorevolezza riconosciuta sono componenti essenziali della leadership personale ed ovviamente dipendono dai comportamenti agiti e dalle abitudini assunte. Particolarmente importante risultano le reazioni nelle situazioni di stress e di difficoltà

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Delega: qualità e sviluppo dello studio professionale

I Nemici della Delega sono soprattutto tre:

  • il non curarsi della propria autostima e autorevolezza che sono alla base della leadership

  • il fare senza considerare l’altro ed il contesto

  • il non prendere il tempo che serve alla ‘manutenzione’ della propria organizzazione.

Avere a cuore il benessere della persona e del gruppo significa investire sulla qualità e sull’efficienza del lavoro, perchè evidentemente i risultati che si ottengono non sono disgiunti dal livello di benessere (psicologico) personale.

E’ chiaro come questa attenzione all’altro sia particolarmente importante quando l’organizzazione vive un momento di stress legato ad un picco di lavoro, ad un momento di cambiamento, ad una modifica dell’organico.

E’ altrettanto importante avere presente come in un momento di difficoltà come quello presente che si caratterizza per il venir meno di molte certezza rilevanti nella vita delle persone e per un diffuso pessimismo, veda il ricadere sul lavoro in senso lato, molte esigenza di rassicurazione e di ‘prospettiva’. Non è certamente obbligatorio farsi carico di tali aspetti, ma non è neppure saggio comportarsi in qualità di manager del proprio ufficio, come se così non fosse e se colui che si ha di fronte non fosse una persona ma ’soltanto’ un lavoratore.

Grazie per la tua attenzione.

Andrea Pozzatti


Se non l’hai già fatto, REGISTRATI ORA ad Obiettivoefficacia!


Soddisfazione e risultati nella gestione dello studio professionale

17 Novembre 2008

Buongiorno!

Soddisfazione e risultati nella gestione dello studio professionale!

Ma come fare?

Ecco alcune proposte concrete!

L’attenzione alla comunicazione efficace è particolarmente importante per le realtà che operano nel campo dei servizi e puntano a soddisfare il cliente attraverso un elevato livello qualitativo della prestazione offerta; in altre parole, per quelle realtà che decidono di differenziarsi sul mercato soprattutto attraverso uno ’stile’ personale e ben distinguibile da parte della clientela rispetto a quanto proposto dalla concorrenza.

Il servizio rappresenta uno strumento di marketing potenzialmente efficacissimo e molto efficiente, capace di ‘raccontare’ al cliente lo stile ed il ‘carattere’ dello studio con grande efficacia ed incisività, generando quel ‘passaparola positivo’ che permette di conquistare e tenere il mercato. Il servizio è realizzato in massima parte dalla relazione di comunicazione che i collaboratori mettono in atto fra di loro e nei confronti del cliente.

Non sempre però esiste una chiara percezione in merito all’efficacia persuasiva della comunicazione attuata, nè alla base dell’operare è presente una solida e ragionata competenza comunicativa.

Molte realtà, anche sembrano affidarsi al ‘buon senso’ individuale e non senpre questa scelta paga!

Non mi pare proprio il caso di lasciare al ‘caso’ le sorti del tuo impegno professionale!

Soddisfazione e risultati nella gestione dello studio professionale!

Ecco i primi passi concreti, che puoi iniziare a fare subito:

Soddisfazione e risultati nella gestione dello studio professionale!

Molto frequentemente noi professionisti vediamo la formazione prevalentemente – per non dire esclusivamente – come aggiornamento tecnico e specialistico, salvo poi riscontrare come i colleghi ‘di successo’ abbiano una marcia in più che non è quasi mai di natura tecnica, ma legata a quelle competenze ed abilità che rientrano nell’ambito dell’intelligenza emotiva, tra le quali la competenza comunicativa ricopre un ruolo di primo piano.

Negli ultimi anni ho sviluppato un ventaglio di interventi formativi – sotto il marchio ObiettivoEfficacia – specificamente rivolti al tema della comunicazione efficace, intendendo per efficace la comunicazione capace di persuadere, con particolare riferimento all’ambito professionale. Sulla base di queste riflessioni frutto di una esperienza ventennale nei temi dell’organizzazione e del personale, ho sviluppato una modalità d’intervento formativo in tema di Comunicazione efficace, che ha queste chiare finalità:

  • rappresentare alla persona le caratteristiche salienti del proprio ’stile’ comunicativo e l’effetto prodotto sull’interlocutore (consapevolezza);

  • offrire le fondamentali ‘leve’ per gestire e sviluppare la competenza comunicativa, anche in situazioni particolari, es: parlare in pubblico (competenza);

  • evidenziare l’importanza dell’atteggiamento comunicativo individuale rispetto all’immagine che l’azienda/organizazione propone al cliente (efficacia).

L’approccio individuato interessa sia il singolo, dato che la competenza comunicativa non è specifica ma trasversale e dunque utilizzabile in ogni campo della vita della persona sia l’azienda, perchè le permette – in modo non strumentale – di trasmettere ai collaboratori che gestiscono il servizio attraverso le relazioni interne e verso l’esterno, una maggior consapevolezza circa il ’senso’ dell’agire comunicativo individuale nei confronti dell’efficacia propria e del successo complessivo dell’impresa.

Grazie per la tua attenzione.

Se non l’hai già fatto, REGISTRATI ORA ad Obiettivoefficacia!

Andrea Pozzatti