Felice di aver vissuto quei e questi momenti.
Tecnologia, etica, cooperazione:
eccone una simpatica ed efficace applicazione
Tratto da Corriere della Sera/blog/Il giornalismo nella nuova società. Dal blog mediablog di Marco Pratellesi
Secondo l’Antitrust amministrare il personale equivale ad una mera elaborazione dati.
Assicurare ad un’impresa la correttezza e la tempestività degli adempimenti legati alla complessa materia della conduzione del rapporto di lavoro, magari in un periodo di crisi come l’attuale, a fronte delle innumerevoli sfacettature della normativa italiana è un semplice manovellare input grossolani per ottenere un output automatico?
Ma stiamo scherzando?
Leggi qui la differenza tra competenza da 999,50 e da 0,50 dollari!
Non sempre un blog personale è un semplice sfizio o passatempo.
Ma può essere molto incisivo.
Segnalo l’interessante e coinvolgente discorso di Barak Obama agli studenti americani;
c’è indubbiamente da riflettere,
anche per i più ‘grandicelli’.
Qui sotto trovi il link al blog che me l’ha fatto conoscere.
Ancora qualche nota sul documento congiunto Sacconi – Gelmini:
Parole chiave:
scuola che educa, oltre a formare
educazione all’assunzione di responsabilità personale ed allo spirito d’iniziativa
orientamento
formazione tecnica e professionale
superamento dell’autoreferenzialità
Il documento pone l’attenzione su un tema forte: una società bloccata non riesce a sfruttare appieno le potenzialità del proprio capitale umano, riconoscendo il merito e premiando i talenti.
Una delle concause è rappresentata dalla “marcata autoreferenzialità del sistema educativo d’istruzione e di formazione che incide negativamente sulle prospettive occupazionali dei giovani”. Due sono le linee d’indirizzo individuate per intervenire sulla situazione: la mobilità degli studenti e la sostituzione del valore legale del titolo di studio con il sistema dell’accreditamento dei corsi, in relazione all’effettiva qualità degli stessi.
Viene proposto un tema caro e ricorrente per Sacconi, il recupero della “valenza educativa e culturale del lavoro”, declinato attraverso l’assunzione di responsabilità, la coltivazione dei talenti e dello spirito d’iniziativa fin da giovanissimi; ma anche attraverso la promozione dell’associazionismo in ambito scolastico ed universitario, favorendo il superamento del dualismo istruzione liceale e tecnico-professionale, potenziando i sistemi di orientamento.
Ancora.
Il documento mette con forza la scuola e l’università al centro del sistema d’educazione e formazione del giovane, persona prima che studente e lavoratore, ribadendo come l’istruzione e la formazione al lavoro si debbano innestare su un tessuto fecondo di capacità e motivazione allo sviluppo ed all’attuazione della propria cittadinanza attiva.
Emerge l’invito al superamento di quella che viene definita autoreferenzialità del sistema scolastico attraverso riferimenti esterni, sia di tipo economico (aziende e professioni) sia grazie ad un sistema di valutazione nazionale in grado di sviluppare un approccio rivolto al miglioramento continuo.
Di più.
Il documento ribadisce con forza che la “promozione della cultura del lavoro e dell’organizzazione aziendale, sin dalle più giovani età, potrà generare generare altresì un sistema di formazione continua davvero efficace, aumentandone i benefici per i lavoratori e le imprese”
Si tratta indubbiamente di stimoli forti, coerenti con la visione del mondo e del mercato del lavoro che il Ministro Sacconi sta portando avanti in questi anni, caratterizzata da una maggiore attenzione agli elementi sostanziali, piuttosto che a quelli formali.
Importante il fondare l’occupabilità e la professionalità su un substrato non meramente formato da conoscenze, competenze ed abilità, ma anche attento alla consapevolezza di sé come cittadino e come lavoratore ed al senso profondo e pieno del lavoro sia in termini economici che sociali.
Grazie per la tua attenzione!
Oggi voglio segnalare un documento pubblicato ieri 23 settembre 2009 a firma congiunta dei ministri Gelmini e Sacconi:
ITALIA 2020
Piano di azione per l’occupabilità dei giovani attraverso l’integrazione tra apprendimento e lavoro
Mariastella Gelmini
Maurizio Sacconi
23 settembre 2009
Integrando le politiche passive del lavoro con gli interventi attivi, il piano traguarda data 2020 e mira a smuovere alle radici – cioè partendo dalla scuola e dall’ingresso nel mondo del lavoro – quella che viene definita una
società bloccata, piegata su se stessa.
Incapace di valorizzare tutto il proprio capitale umano.
Incapace di riconoscere il merito e premiare i molti talenti.
Il piano pone sul tappeto due strumenti molto forti;
Per il 2020 viene prevista una
forte carenza di competenze elevate e intermedie legate ai nuovi lavori e un disallineamento complessivo dell’offerta formativa alle richieste del mercato del lavoro.
Il documento propone come parola-chiave uno dei valori forti che Sacconi è solito promuovere, la valenza educativa e culturale del lavoro, nel superamento dei pregiudizi verso la formazione tecnica e professionale e verso quei mestieri – anche manuali – che sono invece luogo di realizzazione e soddisfazione personale e professionale.
Altre parole-chiave sono la responsabilità personale e lo spirito d’iniziativa, nella convinzione che significative scelte ed esperienze giovanili siano in grado di influenzare tutto l’arco della traiettoria personale e professionale di un individuo.
Il documento propone 6 aree d’intervento:
Le valutazioni di Marina Calderone, Presidente nazionale Consulenti del Lavoro