Grande dibattito sulla stampa in tema di effetti della crisi su professionisti e studi professionali.
E c’è pure l’antitrust!
Ecco le mie riflessioni e proposte.
Grande dibattito sulla stampa in tema di effetti della crisi su professionisti e studi professionali.
E c’è pure l’antitrust!
Ecco le mie riflessioni e proposte.
Oggi voglio segnalare un documento pubblicato ieri 23 settembre 2009 a firma congiunta dei ministri Gelmini e Sacconi:
ITALIA 2020
Piano di azione per l’occupabilità dei giovani attraverso l’integrazione tra apprendimento e lavoro
Mariastella Gelmini
Maurizio Sacconi
23 settembre 2009
Integrando le politiche passive del lavoro con gli interventi attivi, il piano traguarda data 2020 e mira a smuovere alle radici – cioè partendo dalla scuola e dall’ingresso nel mondo del lavoro – quella che viene definita una
società bloccata, piegata su se stessa.
Incapace di valorizzare tutto il proprio capitale umano.
Incapace di riconoscere il merito e premiare i molti talenti.
Il piano pone sul tappeto due strumenti molto forti;
Per il 2020 viene prevista una
forte carenza di competenze elevate e intermedie legate ai nuovi lavori e un disallineamento complessivo dell’offerta formativa alle richieste del mercato del lavoro.
Il documento propone come parola-chiave uno dei valori forti che Sacconi è solito promuovere, la valenza educativa e culturale del lavoro, nel superamento dei pregiudizi verso la formazione tecnica e professionale e verso quei mestieri – anche manuali – che sono invece luogo di realizzazione e soddisfazione personale e professionale.
Altre parole-chiave sono la responsabilità personale e lo spirito d’iniziativa, nella convinzione che significative scelte ed esperienze giovanili siano in grado di influenzare tutto l’arco della traiettoria personale e professionale di un individuo.
Il documento propone 6 aree d’intervento:
Le valutazioni di Marina Calderone, Presidente nazionale Consulenti del Lavoro
La comunicazione efficace dello studio professionale
ovvero… una leva potente per ottenere dal tuo lavoro le soddisfazioni e le gratificazioni che meriti.
Ti invito a considerare lo sviluppo professionale anche al di là della tradizionale formazione tecnico-specialistica, poichè sono assolutamente convinto che questa competenza possa essere ulteriormente valorizzata, se comunicata efficacemente al cliente ed al mercato, attraverso atteggiamenti e comportamenti organizzativi adeguati. Questo significa attribuire un ulteriore Valore aggiunto al proprio agire professionale, attraverso la ‘traduzione’ della propria competenza professionale in ‘termini’ pienamente comprensibili dal proprio cliente.
Inoltre, elemento non secondario, la capacità di utilizzo in termini personali e a livello di studio della comunicazione permette di disporre di ulteriori strumenti per interagire con un contesto complesso quale quello di crisi che stiamo attraversando, senza indulgere in semplificazioni poco attuali, ma potendo contare su una capacità di proposta quanto più flessibile e modulabile, ancorchè competente e convincente.
Inoltre, lavorare con piacere, soddisfazione ed ottenendo risultati; risultati economici, a livello di soddisfazione e benessere personale e di chi ci circonda.
Ma tutto questo è possibile solo per Valentino Rossi e per qualche altro fortunato calciatore, attore, cantante?
Oppure anche noi ‘mortali’ possiamo andare a costruire le nostre fortune, unendo soddisfazione a risultato economico, benessere a sviluppo di una carriera professionale?
Sono convinto che sia proprio così e ti invito seguire le mie parole con fiducia, per sperimentare concretamente gli argomenti e le indicazioni che ti propongo in questo video-articolo, che ho organizzato in due momenti.
La comunicazione dello studio professionale:
Parte prima: uno schema logico
I^. area: il marketing latente
il posizionamento
la qualità percepita
lo stile ‘imprenditoriale’
2^ area: la comunicazione quotidiana con l’esterno
l’opportunità del front-office
il valore dell’input
la customer satisfaction
3^ area: la comunicazione quotidiana interna
lo stile manageriale: delega e gestione
l’effetto esempio.
Parte seconda: i 9 killer della comunicazione dello studio professionale! Quali sono e come evitarli!
I^ area: il marketing latente
Posizionamento? Non ci penso!
Qualità percepita? Non saprei…
•
Stile ‘imprenditoriale’? Casuale; non ho un programma ben definito
2^ area: la comunicazione quotidiana con l’esterno
Al front office?! … l’ultimo arrivato’
Input (output): quel che viene…
Customer ‘satisfaction’ e sorriso: Il cliente dovrebbe ringraziarmi per quel che faccio per lui!
3^ area: la comunicazione quotidiana interna
•
Stile ‘manageriale’: •Non uso un Sistema di Gestione e Controllo
Stile ‘manageriale’: Delego sulle ‘cose da fare’
Effetto esempio? Non ci penso e non lo curo.
Sono certo che avrai trovato nelle mie parole più di uno spunto per agire.
Bene, non lasciare che il contingente seppellisca quanto ti ha colpito; scrivilo, tienilo in evidenza e dedica costantemente un pò delle tua attenzione (= tempo) ad agire in tal senso.
Ti assicuro che ne vale la pena.
Grazie per la tua attenzione.
Andrea Pozzatti
Nel post precedente ho parlato dell’importanza dell’investimento organizzativo e della necessità che esista un progetto. 
Torno ancora sul progetto, che a mio giudizio rappresenta un traguardo essenziale, poichè dietro di esso si può rinvenire la capacità del titolare dell’organizzazione di gestire il proprio tempo in modo utile a riflettere su di sè, sul proprio lavoro e sul proprio assetto professionale, con continuità e concretezza, pensando in avanti ed evitando di essere inghiottito dal gorgo del contingente.
Insomma, in questo modo si ottiene sia un importante strumento per migliorare la propria organizzazione, sia un buon motivo per organizzare meglio ed in modo più efficace il proprio tempo.
Grazie per l’attenzione!
Davvero.
E’ proprio ora di investimento organizzativo;
utilizzare l’autunno per pianificare e programmare le novità da introdurre nella propria organizzazione e nel proprio modo di lavorare per il 2010.
Maturare il proprio investimento organizzativo significa essenzialmente tre cose:
Ogni momento è buono per investire sul proprio futuro.
Basta iniziare il processo e dedicarvi attenzione e continuità.
Articoli correlati: investire in organizzazione per superare la crisi
Puoi decidere di essere di buonumore, comunque.
Di impegnarti nel lavoro e nelle cose che fai.
Di avere fiducia in te.
Di pensare in modo lucido.
Oppure puoi essere pigro,
lamentarti, criticare tutto e tutti.
Svegliarti al mattino lieto, curioso, voglioso di fare.
Oppure staccarti con fatica e pessimismo dal letto.
Il mondo che affronti è sempre il medesimo, ma quale pensi sia l’atteggiamento migliore?
Buon settembre!
Ciao,
ho spesso affrontato il tema della gestione del tempo, sottolineando come sia importante dotarti di un sistema, cioè di un metodo strutturato che ti aiuti a fare le cose nel modo che ritieni più utile peri tuoi traguardi e per il tuo benessere.
Organizzare il proprio tempo dipende significativamente dal modo in cui decidi di definire le procedure di lavoro che seguirai e da come assegni i compiti alle persone che lavorano con te.
Oggi ti propongo un contributo elaborato da un collega professionista che coniuga tre elementi molto importanti per i successo (=raggiungere i propri traguardi) personali e di lavoro.
Marco Minardi e il suo post http://www.lexform.it/aggiornamenti/vi-dico-cosa-faccio-per-lavorare-meglio/