Il tuo tempo – speciale Obiettivoefficacia estate! (2)

30 Luglio 2008

Continuiamo a parlare del Tuo tempo (vedi il post del 25 luglio)

 

Bene, sei pronto?

 

Allora iniziamo.

 

Ti dedicherai a scoprire te stesso e come funzioni, guardandoti da quattro diverse finestre:

 

  • quali sono le parole che dici a te tesso ed agli altri quando pensi o parli del tuo tempo?

a.      prova a dedicare attenzione ad ascoltarti, a conoscere la storia che racconti a te stesso ed agli altri in tema di tempo.

b.      cerca di tener conto degli stati d’animo che ti senti addosso quando affronti il tema “tempo”

c.      qual è la sensazione che provi ora, leggendo queste note in materia di gestione del tempo?

 

  • come fai a programmare la gestione del tuo tempo?

a.      ti sei costruito un sistema strutturato che ti aiuta a non dimenticare nulla; ad esempio, hai ricavato nella giornata, nella settimana o nel mese degli spazi espressamente dedicati a programmare, monitorare e valutare l’utilizzo che fai del tempo?

b.      agisci “al momento”, soprattutto sulla base di impulsi esterni o provenienti da altri?

c.      Il tuo sistema di gestione del tempo si basa prevalentemente su strumenti “tecnici”, quali l’agenda, un software, ecc.?

d.      quali sono le convinzioni profonde che ti hanno portato ad “imparare” questa modalità di organizzazione del tempo?

e.      gestire al meglio il tuo tempo è per te una priorità?

                                                                           i.      Se hai risposto : quanto tempo dedichi a questa attività?

                                                                          ii.      Se hai risposto no: perché non lo ritieni importante? (ricorda: il tuo tempo è la tua vita!)

 

  • quando gestisci il tuo tempo, quali sono le priorità che ti guidano?

a.      Ti preoccupi soprattutto di tener conto del tuo lavoro;

b.      Ti preoccupi soprattutto di tener conto del tuo lavoro e delle scadenze che coinvolgono le persone che ti sono care;

c.      Ti preoccupi soprattutto della tua vita privata;

d.      Ci sono delle aree della tua vita che ti rendi conto di programmare solo in modo residuale;

e.      Ritieni di essere riuscito a creare e gestire un sistema che copre in modo soddisfacente tutti i piani della tua vita e ti rendi conto di come questo ti dia grande forza e soddisfazione;

f.       Ti lasci andare ad attività che ti rassicurano nel brevissimo periodo, ma che sai bene sono inutili o dannose nel medio-lungo periodo?

 

  • Cosa vuoi ottenere impegnandoti per costruire ed utilizzare un’efficace sistema di gestione del tempo?

a.      Avere più tempo libero da dedicare a te stesso;

b.      Avere più tempo da dedicare a te stesso per svolgere attività che ami, ma che ora non trovi il tempo di praticare;

c.      Avere più tempo da passare con le persone a te vicine;

d.      Sentirti meno stressato;

e.      Maturare un senso di maggior pienezza di controllo sulla tua vita  e sul tuo benessere personale;

f.       Riuscire a finalizzare meglio il tuo agire, verso i traguardi che hai prospettato o che definirai;

g.      Riuscire a limitare l’impatto che le scelte degli altri hanno sul mio tempo e sulla mia vita.

 

 

Bene!

 

Dedica un po’ del tuo tempo a conoscere il rapporto che hai con il tuo tempo!

 

Questo passaggio è utile per sapere se e quanto il modo in cui affronti il tuo tempo ti soddisfa,

se ti senti nella condizione di aver elaborato una routine che ti dà la possibilità di godere della tua vita e delle tue scelte.

 

Oppure se ti rendi conto che questo tema molto importante e delicato non l’hai mai approfondito abbastanza, né nessuno ti ha mai parlato di questo argomento…

beh, ora hai l’occasione per affrontarlo.

Scegli tu!


Ho tutto… ma…!?

28 Luglio 2008

Ho tutto… ma…!?

 

 

Ho tutto quello che serve per essere felice, ma…

 

Quante volte hai detto o hai sentito questa frase?

 

Quante volte hai pensato:

Ho tutto …

ma non sono felice quanto potrei esserlo davvero!!

(e intanto il tempo (la vita) passa)

 

Questa semplice – ma potentissima – frase dovrebbe essere in grado di riportare con i piedi per terra.

 

Chi sceglie per te, per me, per noi? Che vantaggio porta questo dualismo, questo non decidere per l’essere felice?

 

Rimanere con i piedi per terra significa per me essere piantati nel presente.

E questo è un ottimo sistema per non perdere il contatto con il qui e ora,

per evitare pericolosi voli pindarici del pensiero che proiettano avanti o indietro,

facendo perdere quel necessario e salutare contatto con la realtà contingente,

con la concretezza dell’azione, a vantaggio della speculazione.

 

Ho tutto quello che serve per essere felice, ma…

… ma in realtà mi concentro su tutto quello che non ho,

che non ho avuto,

che potrei non avere in futuro,

che qualcuno non ha fatto o non ha fatto come avrei voluto…

 

Forse trovi, cercandole più o meno coscientemente,

delle “scuse” per non essere felice?

Forse ignori deliberatamente tutto quello che è davanti ai tuoi occhi,

nelle tue reali disponibilità, per lamentarti di qualcosa

di cui non disponi?

 

Ma perché?

 

Ciao e a presto.

Grazie per la tua attenzione e… il tempo che hai dedicato alle mie parole!


Il tuo tempo (1) – le note di Claudio

25 Luglio 2008

Ciao!

 

…..è solo di questo che hanno bisogno gli uomini, di tempo, ed è soltanto questo che hanno, il resto non è che illusione…….

Questo dice J. Saramago

 

 

….chi ha tempo non aspetti tempo….

Questo, molto più modestamente, lo diceva la mia mamma.

Ma mi pare altrettanto saggio.

Un abbraccio, Claudio

 

Innanzi tutto un grande grazie a te Claudio, che stai per completare una splendida dimora

in un meraviglioso centro dell’affascinante Puglia.

 

Una dimora preziosa ed accogliente,

ove la qualità dell’abitare può davvero andare a braccetto con

la qualità della gestione del tempo.

 

Anche questo è un tema affascinante; quanto la qualità del tuo abitare

può influenzare il modo in cui approcci,

e di conseguenza interpreti e gestisci,

la tua vita, cioè il tuo tempo.

 

Mi piace la tua proposta, Claudio:

avere tempo significa avere vita,

aver significa disporre di,

quindi assumersi la responsabilità circa qualcosa.

 

Questo qualcosa è prezioso per due motivi essenziali:

  • perchè è tuo e solo tuo e come tale va trattato,
  • perchè non ritorna, mai più e come ogni cosa il rischio è di comprenderne e di apprezzarne il valore solo quando diventa scarso.

 

Non vale la pena di arrivare in ritardo,

all’appuntamento con la tua felicità!

 

Grazie Claudio, un abbraccio anche a te

ed un sorriso alla tua casa!

 

Ciao e buon WE:


Il tuo tempo – speciale Obiettivoefficacia estate! (1)

24 Luglio 2008

Ciao, voglio dialogare con te in materia di… tempo!

 

 

Breve premessa:

 

l’estate è un periodo dell’anno che ritengo particolarmente vocato a prendersi cura di se stessi, a dedicare del tempo per riflettere sulla propria vita.

 

Il tempo e il modo in cui lo gestisci costituisce una metafora molto efficace del proprio benessere;

quanto più sei padrone del tuo tempo e tanto migliore è la tua vita.

 

Del resto… il tempo e la vita sono la stessa cosa e, dunque, quanto meglio riesci a “sentirti” nel tuo tempo, tanto meglio ti sentirai nella tua vita.

 

Proprio per questo Obiettivoefficacia dedica specificamente alla gestione del tempo una particolare attenzione in questo periodo di fine luglio ed agosto.

 

È mia intenzione cercare si sfruttare la discontinuità offerta dall’estate, dal cambio di ritmo, dalle vacanze dalla possibilità di trovare quelle nicchie di attenzione che normalmente vengono assorbite dal quotidiano, e che non ti “consentono” di pensare in modo utile al tuo tempo.

 

Quindi Obiettivoefficacia, a partire da oggi, proporrà due volte alla settimana un articolo su questo argomento, cercando di aiutarti a riflettere, ma anche a fare qualcosa di utile per lavorare al miglioramento della tua gestione del tempo.

Non sarebbe affatto male poter riprendere a settembre potendo contare altre che sul “ricarico” delle ferie, anche sull’aver messo a fuoco un’utilità di grande rilevanza, quale il saper trarre il meglio da quella risorsa irripetibile che si chiama il nostro tempo.

 

Ti va l’idea?

 

 

Bene:

 

gestire il tempo in modo efficace e utile rappresenta un’imprescindibile necessità

rispetto al raggiungimento dei propri traguardi, non solo in termini di ottimale utilizzo, ma anche in percezione dell’efficacia del proprio stile, quindi in termini di autostima, di senso di autoefficacia.

E dunque in termini di modo di vedere le cose, di parole che dici a te stesso quando affronti la tua organizzazione, il tuo tempo, ce cose, le azioni, le attività, i programmi che vuoi realizzare.

 

Non mi stancherò mai di sottolinearti quanto

il modo in cui vedi il mondo

riesca ad influenzare significativamente il modo in cui ti andrai a relazionare

con il tuo contesto e quindi i programmi che ti farai

e i traguardi che andrai a raggiungere.

Hai mai fatto caso a come il sostantivo tempo sia molto spesso associato

ad aggettivi che non denotano ottimismo? Ad esempio: andato,

insufficiente, troppo breve, tiranno, ecc.

Certo tutto questo non aiuta, ma nulla vieta di cambiare le parole e,

un po’ alla volta, anche i significati e gli stati d’animo che esse sottendono.

 

 

Un esempio: se sono fermamente convinto di non avere mai tempo per me,

non dedicherò attenzione al mio benessere psicofisico,

non mi amerò a sufficienza,

ed otterrò molto probabilmente come contropartita

che non sarà facile per me trovare soddisfazione nella vita che conduco.

Probabilmente non starò bene nel mondo che mi sono costruito,

ma non farò nulla per cambiare la situazione in cui mi trovo,

se sono convinto che le cose debbano per forza essere così.

 

Un altro: ho imparato che prima il dovere e poi il piacere e quindi quando dedico del tempo a me stesso, mi sembra di rubarlo al lavoro o alla famiglia e mi sento un po’ in colpa. In questo modo non godo del tempo che destino a me stesso.

 

Come faccio a sapere se sono fermamente convinto di qualcosa?!

Semplice: pongo attenzione nelle parole che dico a me stesso e agli altri,

tengo conto dei comportamenti e degli atteggiamenti

che abitualmente agisco nel quotidiano.

 

Non è difficile per te comprendere ciò che c’è alla base del

Tuo approccio alla gestione del tuo tempo (e della tua vita)

a patto…

… a patto che tu ponga attenzione a ciò che ti dici, che dici, che fai.

 

Ripeto:

 

questa è la prima, fondamentale, insostituibile chiave di lettura

che voglio porre alla tua attenzione rispetto al tema della gestione del tempo.

Togliti dalla testa che esistano sistemi che possano decidere per te

E risolverti questo tipo di problemi.

 

No!

Tu devi ragionare con la tua testa, per costruire un tuo sistema,

che sia in sintonia con il tuo stile,

con il tuo programma di vita ed i traguardi che ti stanno a cuore,

con il contesto con cui ti confronti o che vorrai affrontare.

 

Per questo ho deciso di dedicare una particolare attenzione al tema del tempo e della sua gestione,

proprio in questo periodo dell’anno, che ritengo sia il più adatto per stimolare te ed ognuno di noi a pensare a se stesso ed alla propria vita.

 

Ciao, a presto!


Un esempio di stile personale, efficace e che ti può portare soddisfazioni immense (quarta puntata)? Eccolo a te; PROVA E CREDICI!!!

22 Luglio 2008

Ciao!

 

Ti propongo un’altra riflessione in tema di stile efficace di leadership.

 

Mourinho dedica particolare attenzione al vivaio ed afferma:

 

Voglio trasmettere la mia filosofia al settore giovanile.

Nel mio staff ho voluto anche il tecnico degli allievi.

Allenerà con me qualche volta.

Potrà così trasmettere al settore giovanile la mia filosofia del lavoro

Tratto da Corsera del 20 luglio

 

Pensate che fortuna avranno i ragazzi che si troveranno a poter contare su un effetto-esempio di questo tipo?

 

Avere un maestro che ti spiega l’importanza della partecipazione, della responsabilità personale, del valore delle regole, della capacità di essere flessibile perché vivi in un gruppo e devi essere in grado di integrarti al meglio in quel gruppo, se vuoi essere vincente e che lo sia il gruppo, non è una fantastica opportunità?

E questo… soprattutto in un mondo come quello del calcio, dove molto spesso il talento viene sacrificato a causa delle futilità!

 

Certo, ogni ragazzo dovrebbe poter avere l’opportunità di avere un maestro cui ispirare la propria crescita!

 

Ehi… tu hai attorno a te qualcuno che potresti aiutare in tal senso?

 

Inoltre nello stesso articolo, Fabio Borini, un diciassettenne italiano in forza al Chelsea, la squadra allenata da Mourinho fino a qualche mese or sono ha dato un altro spunto interessante su cui riflettere:

 

Tratta alla pari giovani e campioni. Non ci sono privilegiati o sottomessi.

 

 

Che ne pensi?

 

Contribuire a far crescere gli altri costituisce una grande occasione per sviluppare autostima e senso di efficacia oltrechè è una grandissima prova di amore verso il tuo prossimo!

Lo saprai fare tanto meglio, quanto più amerai te stesso e sarai sicuro delle tue capacità; e aiutando disinteressatamente gli altri, potrai ottenere questi due importantissimi traguardi, per il tuo benessere personale.

 

Un abbraccio e a prestissimo!

 

 

 


Il lavoro ed il contratto di lavoro

21 Luglio 2008

In questo periodo è in corso un ampio dibattito circa il superamento delle rigidità imposte dalla contrattazione colletiva, alla libera volontà delle parti.

V’è una corrente di pensiero che invità a porre maggiore autonomia in mano alle parti, lasciando ad ogni lavoratore l’opportunità di “giocarsi” al rialzo rispetto ad un minimo il proprio accordo economico con il datore di lavoro, certamente basandosi non solo sulle proprie capacità professionali, ma anche sulla propria abilità e competenza nel promuovere se setesso.

Alcune settimane or sono, su Repubblica, Il sociologo Luciano Gallino sottolineava come tale previsione normativa significasse in realtà non tanto abilire il contratto collettivo nazionale, quanto abolire il sindacato.

Egli scrive:

Tre secoli fa essi (i sindacati) cominciarono ad associarsi in vari modi per ottenere salari più alti e migliori condizioni di lavoro.

Nessuno poteva sognarsi da solo di ottenere simili progressi. Troppa era la debolezza contrattuale di ciascuno di fronte al potere economico, politico e sociale degli imprenditori, dei mercanti, delle pubbliche autorità.

Però l’unione di mille o diecimila debolezze realizzata con qualche forma di associazione poteva dar luogo a un soggetto collettivo in grado di opporsi con efficacia al potere dei padroni e dello stesso governo.

Come scrisse una volta per tutte Adam Smith in La ricchezza delle nazioni (1776), gli interessi delle due parti non sono affatto gli stessi, e per entrambe l’associazione è indispensabile al fina di difenderli.

… Il livellodel salario “dipende dal contratto concluso ordinariamente tra le due parti.”

Cioè tra le associazioni dei lavoratori e quelle dei datori di lavoro.

Anzichè riconoscere il naturale conflitto di interessi che rende indispensabile l’associazione sindacale ed il contratto collettivo, l’idea pre-smithiana del contratto individuale si fonda sul presupposto della eguaglianza di diritto tra le due parti.

Un presupposto che ignora la abissale disuguaglianza di risorse economiche, di mezzi di sussistenza, di peso politico , di capacità di resistere senza lavorare e produrre che sussiste tra il singolo lavoratore e la singola impresa, sia pure di piccole dimensioni.

Una condizione da cui discende la necessità di un sindacato che al tavolo della contrattazione sappia portare la forza costituita dalla combinazione di un gran numero di debolezze.

 

Si tratta di una questione importante, perchè coinvolge direttamente molte esistenze ed indirettamente molte altre, perchè riguarda non solo la competitività di un’impresa, di un territorio, del paese, ma anche la vita, la soddisfazione, il benessere materiale ed emotivo di molti individui.

Riguarda inoltre la cultura, la propensione al rischio, la visione del mondo di un popolo, di una generazione, di un sistema sociale.

Personalmente ritengo che non si possa ragionare in termini di questo e di quello,

ma di questo e di quello.

 

Sono passati decenni, secoli, e la nostra società è molto cambiata e con essa il modo di vedere il lavoro, di viverlo, di attribuire ad esso un senso professionale, sociale e personale.

Sono aumentati i livelli di istruzione e di informazione: ognuno di noi, se vuole, può essere molto più responsabile del proprio futuro e dunque anche del proprio lavoro.

Certo, questo significa sviluppare le competenze, le capacità e le abilità non solo di svolgere delle mansioni più o meno operativi, ma anche di rappresentare all’esterno le proprie abilità, le ambizioni, le disponibilità, il senso di responsabilità, in modo da valorizzare appieno sul mercato del lavoro il proprio valore personale e professionale.

 

Inoltre non mi piace pensare che le potenzialità degli uni siano frenate dalle mancate volonta di altri; questa non è solidarietà. E’ importante valorizzare la solidarietà nei confronti di coloro che non sono in grado, non di coloro che non vogliono impegnarsi.

Questo perchè non è più tempo di garantire chiunque, a prescindere dal proprio grado di impegno e di corresponsabilizzazione, e perchè abbiamo ormai imparato che dare troppo oggi significa far pagare ad altri domani, altri che, molto probabilmente, avranno assai meno di coloro che oggi vengono garantiti.

 

Allora…

allora penso ad un contratto collettivo che fissi dei limiti economici e soprattutto normativi che tutelino la persoane e il lavoratore, con particolare riferimento ai più deboli, e maggior spazio all’azione delle parti, ove il singolo può far valere i propri talenti, ache – perchè no – con l’appoggio consulenziale di un sindacato inteso modernamente, capace di valorizzare i singoli e le eccellenze, come di tutelare i minimi per ciascuno.

 

Grazie per la tua attenzione.


Lavoro e orario di lavoro

19 Luglio 2008

Buon giorno!

 

Continuo oggi con un post dedicato all’orario di lavoro!

(Niente male per un caldo sabato di luglio inoltrato!)

Una nuova direttiva comunitaria permetterà ai lavoratori interessati di allungare il proprio orario di lavoro fino a 60 ore settimanali.

Questo limite si applicherà ai lavoratori impiegati per più di 10 settimane.

Il provvedimento definisce inoltre la parità di trattamento per i lavoratori temporanei e quelli a tempo indeterminato per quanto riguarda la retribuzione, il congedo e la maternità.

 

Incredibile vero?

Nel giro di pochi anni siamo passati dal miraggio delle 35 ore,

alla possibilità delle 60.

 

E come è cambiato, nel frattempo, il rappoto con il lavoro?

 

Dal lavoro come opportunità di crescita sociale e di gratificazione personale,

siamo passati al vederlo prevalentemente come fonte di ansia, stress e malattie?!

 

Ma lavorare è una necessità o un’opportunità?

 

Perchè non dedichi 5 minuti di tranquillità a te stesso e rivivi i sentimenti e le emozioni che

il lavoro evoca in te?

 

 

 

Ciao e grazie per la tua attenzione


Un esempio di stile personale, efficace e che ti può portare soddisfazioni immense (terza puntata)? Eccolo a te; PROVA E CREDICI!!!

17 Luglio 2008

Bene!

 

Continuiamo a parlare di efficacia (…e come potrebbe essere altrimenti!),

sempre correndo lungo la metafora sportiva,

 che Fabio ha proposto con il suo commento.

 

Josè Mourinho,

nuovo allenatore dell’Inter

e mio coetaneo (sarà meglio che mi dia una mossa!!)

si è presentato da par suo (leggi: da protagonista e da vincente)

alla squadra ed ai tifosi,

proponendo un mix ad alto impatto formato da:

  • definizione dei paletti che inquadrano la relazione allenatore-squadra ed i rapporti tra i giocatori;
  • richesta di disciplina e di rispetto di regole condivise e valide per tutti;
  • ognuno è utile, nessuno indispensabile e dunque viene introdotta la competizione per l’ingresso in campo;
  • sulla base di uno schema di riferimento, la virtù praticata sarà la flessibilità dei ruoli;
  • da buon responsabile e coach egli si farà carico di tutelare il gruppo.

 

Questo vale per tutti – Mourinho compreso – e pare di capire che una delle leve che utilizzerà sarà quella dell’effetto-esempio:

Chiedo solo quello che posso fare anche io.

Se arrivo al lavoro un’ora prima non posso accettare che uno si presenti in ritardo.

ecco un esempio semplice. …. quello che conta è che

se l’allenamento inizia alle 10, alle 10 si comincia.

Se ci siamo tutti bene, se siamo in 14 lavoro solo con loro.

(E gli altri?)

Vanno a casa.

E vanno a casa anche quando c’è la partita.

 

Mourinho dice inoltre di sè:

Sono una persona che stabilisce gli obiettivi con molto rischio; lo faccio in modo un pò aggressivo e voglio che il gruppo sia con me e la pensi come me.

Insieme possiamo fare un buon lavoro.

 

 Così lo descrive Gianni Piva, a contorno dell’intervista pubblicata su repubblica del 16 luglio:

Gli esami cominceranno presto per l’Inter e Mourinho è un giudice a cui non piace chi sbaglia.

No, non c’è stato spazio per promesse facili, o sogni ad occhi aperti nel primo giorno dell’Inter entrata nel segno di Josè, uno cui piace parlar chiaro.

E che alle star del pallone che formano il sontuoso organico neroazzurro chiede molto e non concede sconti. …

Misurato, preciso, padrone di un italiano dove non ci sono parole sprecate o equivocabili, specchio di un carattere forte e idee chiare, ha parlato di “empatia” giusto perchè non si pensi che basti un pò di impegno negli allenamenti per avvere un 6.

Il tempo dirà se è la ricetta che serve a far vincere l’Inter, intanto ha fatto capire… la sua filosofia di calcio, di lavoro, di vita insieme.

 

  • Obiettivi,
  • rispetto di regole condivise,
  • spirito di gruppo,
  • tensione verso la competizione,
  • empatia,
  • fame di traguardi,
  • attenzione alla comunicazione da parte di un allenatore straniero che ha imparato prima e non strada facendo l’italiano per non mettere veli tra il messaggio lanciato e quello percepito (ricordate Trapattoni… http://www.youtube.com/watch?v=qoSLm9G8o4c ) e per sottolineare che anche le “sfumature” e i particolari più piccoli concorrono a creare il senso ed a rappresentare la consapevolezza di ciò che fai.

 

 

Nulla puoi lasciare al caso!

 

Nulla puoi dare per scontato, se vuoi ottenerei risultati cui aspiri.

 

Trovo ci sia molto da apprendere da questo atteggiamento, mentale e comunicativo,

ovvero di comunicazione rivolta verso di sè e verso gli altri.

 

Vale la pena di tenerne conto;

lo definirei un modello interessante

di manager vincente e di efficace imprenditore di sè stesso.

 

Grazie per la tua attenzione.


Efficacia! Che magica parola.

16 Luglio 2008

 

Sul tema efficacia, che mi sembri guidi la riflessione, eccoti la mia ipotesi: si è inefficaci quando si danno risposte a chi non ha e non fa domande.
Le abitudini: come l’allenamento di uno sportivo, consentono di darsi obiettivi più alti. L’allenamento in sè è noioso e ripetitivo, senza una gara non ha senso. La gara senza allenamento è persa in partenza. Di solito chi non si allena (e non conosce le sue abitudini, possibiiltà e limite) non gareggia (nemmeno con sè stesso), per non perdere.

 

Fabio, un carissimo compagno di studi e di animate discussioni,

ha inviato questo commento che voglio riprendere, proprio per parlare del tema efficacia.

E’ curioso; ci siamo frequentati a lungo e per anni, per una passione comune; poi, raggiunto quel traguardo, la vita e nuovi interessi ci hanno portato a diradare i contatti. E ora ci rimettiamo in gioco grazie al blog. Sono proprio contento di tutto ciò!

E… Fabio sì che se ne intende di efficacia!

Ho avuto la fortuna di conoscerlo con il sorriso sulle labbra, come educatore, studente, dirigete aziendale, padre, amico.

In ogni cosa che ha intrapreso ha portato a casa risultati significativi e soprattutto ha aiutato altre persone; non so se abbia ottenuto esattamente quello che voleva, ma di sicuro ha costruito risultati, autorevolezza, positività.

E’ certamente un “esperto” di efficacia personale, che mi onoro di conoscere e di chiamare amico.

 

Efficacia!

Questo è il fil rouge del blog, che vuole spaziare dal raggiungimento di obiettivi professionali, economici, legati alla propria soddisfazione ed alla realizzazione personale, attinenti al benessere psicofisico…

 

Insomma efficacia rispetto al tuo progetto di vita.

E’ proprio questo che Fabio ci fa notare: lo sportivo si allena perchè cerca la prestazione in gara, ha quest’obiettivo; e gareggiare significa misurarti con te stesso, accettarti per come sei ora e puntare ad una maggior soddisfazione, attraverso la “fatica” e l’impegno positivo del quotidiano, attraverso il conoscere te stesso e il vivere gli ostacoli senza la paura di perdere la stima in te stesso.

 

Vincere non è arrivare primo, quanto avere coscienza di aver dato il meglio di te stesso.

Per fare questo è importante puntare  a conoscerti,

  • attraverso l’allenamento che ti permette di lavorare con continuità valorizzando ciò che ti dà forza e cambiando ciò che ti frena;
  • grazie alla “gara” che ti sprona a dare il meglio di te, ad assumerti appieno le tue responsabilità, ad essere veloce ed a non procastinare, a godere dei progressi che quotidianamente porti a casa.

 

Grazie per la tua attenzione.

 

Grazie Fabio, grazie di vero cuore per il tuo stimolo fecondo.


Le tue BUONE abitudini

14 Luglio 2008

In verità, l’unica differenza tra coloro che hanno fallito

e quelli che hanno avuto successo

sta nella differenza delle loro abitudini.

 

Le buone abitudini sono la chiave di ogni successo.

 

Le cattive abitudini sono la porta aperta al fallimento.

 

Quindi la prima legge alla quale obbidirò,

la legge che precede ogni altra è -

 

costruirò buone abitudini

è

diventerò loro schiavo.

Tratto da: Il più grande venditore del mondo,

di Og Mandino

 

In queste parole ci sono due messaggi chiari e forti:

  1. le abitudini ci possono aiutare a raggiungere i traguardi che ci stanno a cuore, e dunque a trovare nella nostra vita il nostro personale successo;
  2. le abitudini si possono cambiare, modificare sostituire. L’importante e che ci accorgiamo di quali siano le abitudi cui facciamo ricorso e che non siano d’aiuto alla nostra vita e ci poniamo nella volontà e nella determinazione di modificarle, sostituendole con nuovi e più utili schemi di comportamento.

 

Grazie dell’attenzione e buona settimana!

 

A presto.

 

PS: la forza di questa utility è davvero grande!

credici e provaci!