Qualche piacevole… segreto per te!

30 Maggio 2008

Come ti senti?

Come senti il mondo attorno a te?

Chiudi un momento la tua porta – si, lo puoi fare e non accadrà nulla – chiudi gli occhi ed ascolta il tuo cuore; che sensazioni, emozioni, impressioni, immagini provi?

 

…..       …..     …    …    …   …   ..  . .

 

Ti voglio parlare di tre parole che mi piacciono molto, che ritengo importanti e determinanti per il tuo successo e benessere personale:

  • ARMONIA
  • LEGGEREZZA
  • CONVINZIONE

 

Le considero tra facce di una stessa medaglia, tre componenti della vità da tenere sott’occhio, da gestire con attenzione, per porter raccogliere tutti i frutti possibili dall’esprienza quotidiana.

Vedo nell’armonia una grande ricchezza: armonia significa che riesci a far stare assieme in modo positivo e costruttivo le diverse componenti della tua personalità e le modalità che hai prescelto per rendere operativa la tua personalità nel mondo.

Armonia è equilibrio, è compenetrazione di sfumatuire diverse che si integrano senza sovrapporsi.

Armonia è anche dinamicità: l’armonia si trova nell’azione, nel fare, nel dare concretezza al pensiero. non nell’immobilismo e nella staticità.

Albert Einstein ricorda a te e a me che

La vita è come andare in bicicletta: se vuoi stare in equilibrio devi muoverti.

Trovi la tua armonia attraverso un percorso di vita che porti esattamente a ciò che ti interessa, che è deciso da te, voluto fortemente, vissuto con entusiasmo.

Armonia è sorriso.

 

E il tuo sorriso ti rende leggero.

Il tuo guardare il mondo con pensiero leggero ti dona la leggerezza, che ti aiuta a non prendere di petto le situazione, ad avere senso dell’umorismo, ad attribuire il giusto peso alle diverse situazioni.

La leggerezza ti aiuta a a non stressare il tuo corpo e la tua mente contro ostacoli più grandi di te, creati spesso dalla tua mente e dal tuo modo di leggere il mondo.

la leggerezza ti aiuta a prendere fiato, a considerare il futoro con positività, a leggere la tua persona con oggettività e ottimismo, ad osare perchè ti senti in grado di camminare sulla corda, perchè ti senti agile e non goffo o impedito.

 

E dentro di te senti la convinzione di osare, senti che la volontà segue il desiderio e non rimane indietro ma, anzi, più provi sensazioni positive e maggiure è dentro di te la volontà di crescere, di continuare, di andare avanti.

Sei convinto che

  • sei in grado di raggiungere ciò che ti prefiggi
  • raggiungere questo obiettivo ti farà ottenere on significativo beneficio
  • sarà interessante, piacevole e costruttivo percorrere la strada verso l’obiettivo

La convinzione è molto importante, perchè è attraverso di essa che ti fissi gli obiettivi grandi e piccoli, che definisci il loro livello e dunque scegli lo standard che caratterizzerà la tua vita.

Meno sei convinto e più chiedi o addirittura deleghi agli altri; ma che ne sanno in fondo di te, delle tue aspirazioni, dei toi sogni, di ciò che ti entusisma davvero?

Tu e solo tu sai per cosa senti i brividi lungo la schiena, per cosa sorridi, per cosa ti commuovi; cosa ti può far trovare dentro di te risorse inimmaginabili!

Sarebbe veramente una follia trascorrere una vita intera viaggiando in seconda, senza riuscire ad inserire la terza, la quarta, la quinta …. la sesta!

 

Condividi?

Ti capita di provare queste sensazioni?

Vuoi provare a fermarti un minuto, ascoltando le cose che ti dici quando pensi a te stesso, al tuo mondo, al tuo futuro?

Cosa descrivono le tue parole:

  • ARMONIA
  • LEGGEREZZA
  • CONVINZIONE
  • oppure tutto il contrario?

     

    Cosa comunichi ai tuoi cari, agli amici, ai collaboratori?

  • ARMONIA
  • LEGGEREZZA
  • CONVINZIONE
  • o sentimenti ed emozioni negative?

     

    Hai voglia di cominciare a riflettere su te stesso?

     

    A presto! Ciao.

     

     

     

     

     

     


    Un esempio di stile personale, efficace e che ti può portare soddisfazioni immense? Eccolo a te; PROVA E CREDICI!!!

    29 Maggio 2008

    Come è tipico suo, ancora prima che finissero i festeggiamenti a Mosca, stava già parlando di quali cambiamenti apportare per aiutare il Manchester United a difendere il titolo il prossimo anno.

    Parlava della voglia di difendere il trofeo e della voglia che ha instillato nei suoi giocatori.

    Le qualità che fanno di lui un grande allenatore sono le stesse che fanno di lui una grande persona.

    Se passi del tempo insieme a lui al campo di allenamento di Carrington, vedrai un uomo che conosce e ha una parola per tutti, cuochi e inservienti allo stesso modo dei giocatori multimilionari.

    E’ il capo indiscusso di una grande famiglia tutta consacrata alla stessa causa e a ognuno fa sentire che ha un ruolo importante da giocare.

    Dirige dando l’esempio.

    Per quanto gli altri possano svegliarsi presto, lui è sempre il primo ad arrivare.

    Delega a persone di cui si fida, a cominciare dai collaboratori dello staff tecnico.

    Può essere spietato, come hanno scoperto molti giocatori quando si trattava di tenere o mandar via qualcuno. Ma a quelli che fanno parte della squadra non rinuncia mai al tocco personale, e loro non gli mancano mai di rispetto.

    … Tutto nasce dal fatto che è un grande uomo….

    Prendersi gli attacchi a nome di tutta la squadra, mantenere concentrazione e strategia senza curarsi del brusio di sottofondo che ti creano intorno i media, saper riconoscere la differenza tra una crisi e un can-can mediatico, essere ambiziosi e risoluti anche quando sai che molti saranno in disaccordo con le tue decisioni, guardare sempre al futuro:

    queste sono le qualità di leadership applicabili ad ogni strada che si scelga di percorrere nella vita, e lui ne ha da vendere.

    Il successo gli ha dato una ricchezza che non avrebbe mai immaginato possibile nella sua infanzia a Govan, quartiere operaio di Glasgow, o durante i suoi momenti difficili come giocatore o giovane allenatore.

    Ma se gli chiedete cosa preferirebbe avere, milioni in banca o un’altra finale di Coppa Campioni a Roma nel 2009, io so cosa risponderebbe…

    Ecco perchè vale la pena scommettere che lo rifarà.

     

    Alex Ferguson raccontato da Alastair Campbell (ex portavoce di Toni Blair) su repubblica di sabato 25 maggio 2008; un uomo di successo visto da un altro uomo di successo!

     

     Ho voluto parlarti - attraverso questo articolo – di quatto aspetti che ti invito a curare ogni giorno:

    • l’approccio positivo e personale a ciò che fai;
    • la consapevolezza che senza il coinvolgimento degli altri nulla è raggiungibile di ciò che vuoi ottenere dalla tua vita. E la fiducia che sta alla base del coinvolgimento si costruisce con l’autorevolezza e non attraverso l’autorità; va conquistata giorno per giorno e nessuno ce la può regalare, nè la possiamo comprare (ricordi? Persone vs risorse umane! Nella tua testa cosa c’è?);
    • la voglia di pensare a ciò che vuoi davvero (conosci te stesso) e di raggiungelo con determinazione, perseveranza e coraggio, “copiando” in modo personale chi ritieni essere eccellente nei campi che ti interessano;
    • la leggerezza nel vivere la vita del quotidiano, con l’equilibrio dell’armonia e la serenità delle tue ragioni.

    E’ bello questo programma, non trovi?

    E’ difficile? Certo, ma tu pensa come Tony Robbins: If you can’t, you must!

     

    Ciao e grazie!

    PS: Questo tema continua anche domani!

     

    PSS: guarda questo esempio di stile mooolto personale…  http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/08_maggio_28/capo_3_d_ecdc2688-2ccc-11dd-8f6e-00144f02aabc.shtml

     

     

     


    La logica ingenua e l’ingenuità logica

    28 Maggio 2008

    Maurizio Sacconi, competente ministro del Welfare, pone un questito interessante per la sua novità, disarmante, nella sua semplice logicità:

    Perchè non prevedere forme di azionariato dei lavoratori, che se realizzate d’intesa tra le parti, possano consentire a un rappresentante dei lavoratori di avere un posto nel collegio sindacale, sede del controllo sulla trasparenza di bilancio?…

    La nostra scommessa è di riuscire a rappresentare insieme le esigenze dell’impresa e del lavoro…

    Non è un caso che ci spingiamo a ipotizzare la collaborazione fra imprese e lavoro al punto da prevedere la libera possibilità di attuare forme partecipative dei lavoratori alla gestione dell’impresa.

    Tratto da Corsera del 25 maggio 2008, Maurizio Sacconi intervistato da Sergio Rizzo

     

    Perchè questo titolo, apparentemente poco sensato e chiaro?

     

    Perchè voglio proporti quanto mi accade talvolta, quando visito aziende, organizzazioni, studi professionali, per la mia attività.

    • Talvolta vedo mondi dove lavoratori e datori di lavoro sono due entità distinte, definite, riconoscibilissime per stile, atteggiamenti e comportamenti organizzativi. Si tratta di ambienti dove i soggetti dialogano in modo formale, vivendolo prevalentemente come necessità, più che come opportunità. Si avverte la distanza, il distacco tra le due aree, tra chi gestisce e la struttura. E lo si avverte a pelle, dopo una breve conoscenza. La puoi trovare, questa distanza, anche nello stile: si fa il necessario, difficilmente quel qulcosa in più che stupisce il cliente, che ti rende unico, che connota irripetibilmente il tuo servizio.
    • Altre realtà sono più attente e promuovovono una maggiore attenzione ai collaboratori, al clima, alle dinamiche dei comportamenti organizzativi e gestionali. Qui trovi chi si occupa di RISORSE UMANE. E’ senza dubbio un passo avanti rispetto a prima, ma forse anche tu ci vedi qualcosa di strumentale, anche se spesso ben celato, del tipo: mi prendo cura di te, affinchè tu lavori meglio per me. Non so quanto questo possa reggere, sul lungo periodo, nei confronti delle risorse umane. Se tu vuoi effettivamente che io mi impegni, cresca, superi i miei limiti attuali, assuma un modo di operare che forse oggi non mi appartiene, beh, credo proprio che tu ti debba far carico anche di considerarmi quale persona, oltrechè risorsa umana!
    • Questo è quello che avviene in alcune organizzazioni, dove puoi avvertire un clima diverso, dove non cogli i confini tra capi e collaboratori, perchè esistono a livello di organigramma, non di rapporti interpersonali. In questo realtà ci si rende conto che non si getsiscono RISORSE UMANE, ma PERSONE. Chi programma le attività, la formazione, l’aggironamento, i tempi ed i modi dell’ufficio/azienda/studio, non lo fa da un solo punto di vista, nè considerando i dipendenti come variabili dipendenti, anzi. Di chi lo circonda non vede solo lo spicchio LAVORATORE, ma si sforza di vedere tutta la persona, com’è ore e come cambia nel tempo, col bello e il brutto che si porta dietro.

     

    Tu come la vedi?

    Dove vorresti lavorare?

    In quale di questi tre mondi pensi che daresti il meglio di te?

     

    Sai, personalmente credo nella terza opzione, anche solo perchè la ritengo la più logice e piacevole:

    Un ristoratore della mia città, che ha realizzato un’offerta innovativa e sta ottenendo un lusinghiero successo commerciale, trovandosi a gestire un gruppo di dipendenti “internazionale” mi disse:

    Per riuscire a mantenere affiatato e unito il gruppo mi sono trasformato in un papà e mi prendo a cuore anche i loro problemi personali.

     

    Pensi sia utile, faticoso, prova di debolezza?

    Gestire un’organizzazione presenta tante chiavi di lettura, più o meno efficaci; ti ho voluto proprorre quella che a me sembra più funzionale soprattutto a realta mediopiccole.

    Sarà utopia? no, perchè l’ho vista funzionare benissimo. Per questo preferisco considerarla INGENUITA’ LOGICA.

    E la preferisco, te l’assicuro, alla LOGICA INGENUA che tende a riproporre comportamento direttivi dei quali si è già sperimentata abbondantemente l’inefficacia, come ad esempio la conflittualità, la contrapposizione, il ritenere che su un’unica barca si possano impunemente attuare strategie diverse, se non opposte.

     

    Emma Marcegaglia, sempre dalle pagine di Corsera (27/5) risponde così:

    I sindacati in consiglio? tra quarant’anni.

    Facciamo attenzione alla partecipazione dei sindacati nei consigli di amministrazione e nei collegi sindacali.

    Adesso la trattativa è sul modello contrattuale, il resto lasciamolo da parte. Tra 40 anni, quando avremo una fiscalità diversa potremmo anche avere i sindacati in cda.

     

    Ancora contrapposizione tra capitale e lavoro?

    Ti auguro di non aspettare tanto per coinvolgere chi lavora con te, trovando modelli nuovi, creativi, originali e personali per far funzionare al meglio la tua attività e contribuire alla crescita ed al benessere di chi collabora con te, cioè il tuo punto di forza!

     

    Solo quelli che sono così folli da pensare di cambiare il mondo, lo cambiano davvero. Albert Einstein 

     

    Grazie per la tua attenzione e ciao!

     

    PS: ti è mai capitato di usare il verbo DOVERE, riferito a qualcuno che volevi agisse in un certo modo?

    Es: “Deve fare questo perchè lo pago!”

     

    Ti è anche capitato di subire questa frase?

    Che effetto ha prodotto su di te?  Ti sei sentito molto motivato e hai dato il meglio o…?

     

    PSS: vedi anche http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000431.html

     

    PSSS: non perderti il post di domani! Ci sono i segreti di un vincente!

     


    Il senso del feedback

    27 Maggio 2008

    Oggi ti voglio parlare di una delle principali leve di miglioramento che io conosca.

    Il feedback, ovvero le reazioni degli altri alla tua comunicazione verso di loro e verso il contesto.

    O meglio, ti voglio parlare dell’importanza che può avere per te e per la tua vita, quanto più ti disporrai e ti attrezzerai per maturare:

    • la disponibilità a leggerlo;
    • la volontà di porti nelle condizioni per coglierlo ed interpretarlo;
    • la ricerca delle chiavi di lettura per comprendere le reazioni degli altri.

    Perchè introduco questo argomento?

    Per due motivi

    • il primo: sono assolutamente convinto che le reazioni degli altri ai nostri atteggiamenti e comportamenti siano lo strumento più efficace, posto nelle mani tu e mia, per comprendere, migliorare e rendere maggiormente performante il modo di porre la tu e mia personalità e professionalità agli altri ed al contesto. Tu costruisci il tuo modo di proporti sulla base di una tua personale interpretazione dei ruoli sociali che decidi di interpretare, attraverso una mediazione tra la ricerca della tua individualità e l’adesione alle aspettative degli altri: è una tua libera scelta – meglio così dovrebbe essere – decidere che connotazione vuoi dare alla tu interpretazione, quanto sei disposto a costruire una tua propria mappa del mondo o quanto decidi di adottarne una proposta da altri, meno confacente ma più “comoda” nel senso che più facilmente verrà accettata positivamente. 
    • come secondo piano di analisi ti declino invece un punto di vista mio personale: io mi aspetto dei feedback, ovvero dei commenti, per riuscire a comprendere al meglio cosa ti possa interessare da parte mia e come tu ti attenda di ricevere i miei input. D’accordo, questa parte è smaccatamente pro me. Ma davvero, sono goloso io, in prima battuta, dei tuoi commenti, per migliorare ed essere più efficace. é goloso il blog, perchè ogni commento è un arricchimento, che non serve solo a me, ma può essere utile a chiunque legge e leggerà. Perchè tu hai certamente cose utili, importanti e personali da raccontare, basta che tu le voglia condividere.

     

    Ebbene, sappi che il feedback è lo strumento più importante di cui disponi per validare le tue strategie di promozione, sviluppo ed attuazione della personalità e professionalità verso l’esterno.

    Ti offre la possibilità di comprendere

    • se la tua comunicazione ha colto nel segno;
    • se alla causa che generi corrisponde l’effetto che volevi generare;
    • se l’evoluzione che stai apportando alla tua crescita personale ed al tuo stile ti danno i risultati che ti eri prefisso;
    • se le reazioni che ottieni con i tuoi comportamenti sono quanto ti proponevi di ottenere.

     

    Insomma: il feedback non aspetta altro che tu lo noti, lo comprenda e lo valorizzi al massimo, usandolo come uno specchio nel qule vedere riflessa lu tua azione quotidiana.

    Ti permette di provare, simulare, rischiare, modificare, sperimentare: quello che è importante è che ti abitui a notare il feedback, soprattutto quello implicito, inespresso, non verbale…. cioè quello VERO!

     

    E allora grazie per la tua attenzione e…

    per i tuoi FEEDBACK, utili non solo a me, ma tutti i lettori del blog!

     

    Sai, credo molto in quest’iniziativa, che mi permette di entrare in contatto con persone che altrimenti non potrei raggiungere. Un ritorno mi può aiutare molto, soprattutto in questa fase iniziale, quando, come ben sai, il volano è più pesante da far girare.

     

    Ciao e grazie!


    Sai a chi stai parlando?!?

    26 Maggio 2008

    TU non sai chi sono io!!!

    …e cosi spesso non mi parli in modo adeguato!

    In modo che io capisca effettivamente sia CIO’ che mi dici si il SENSO di quanto mi dici.

     

    Ad esempio, se realizzi una circolare, un foglio di collegamento, una newsletter rivolta ai tuoi clienti… la scrivi pensando a te o a loro?

    La … scrivi o utilizzi altri strumenti?

     

    A cosa pensi mentre la redigi? Se chiudi gli occhi immagini i tuoi clienti mentre la ricevono?

     

    Quando Tu ricevi materiale simile a quello che invii al tuo cliente, che effetto ti fa?

    • lo leggi;
    • lo scorri;
    • ti appassiona;
    • ti sembra efficace;
    • lo eviti;
    • ti risulta pesante;
    • ti annoia;
    • ….

     

    Mirco Minardi, avvocato col pallino di internet e del rapporto diretto con il cliente, ha realizzato dei mini video per proprorre temi d’attualità.

    E’ stato molto cortese e mi ha autorizzato a proporteli - come spunto – sul blog!

     

    Che aspetti? Basta un click, per accedere ad una dimensione diversa.

    http://www.youtube.com/watch?v=Uzj7w2ia2Ao…feature=related

    http://www.youtube.com/watch?v=o_MfBN9ScaM

    http://www.youtube.com/watch?v=44T8ebaQ2pE

     

    Ciao, a domani!


    Credi nell’amore?!

    24 Maggio 2008

    E’ sempre rischioso usare la parola AMORE, quando si parla di lavoro, di professionalità.

    Ma lo è anche quando si parla di persone. Non credi?

    Che effetto ti fa, così sulla pelle, questa parola?

    Di sicuro non ti lascia indifferente!

    Bene, oggi voglio parlarti di quanto l’AMORE ti possa aiutare nella vita di tutti i giorni.

     

    Sul Corriere della Sera di lunedi 19 maggio, nella sua rubrica Pubblico & Privato, Francesco Alberoni affronta un tema molto legato al benessere personale, alla capacità di vivere la propria vita e di determinare il proprio futuro.

    Sotto il titolo positivo Il coraggio va coltivato ed in due diventa più semplice, scrive due cose molto importanti: 

    • Qualcuno dice che il coraggio non ce lo possiamo dare. E’ falso. Il coraggio si coltiva, si esercita… ma come è difficile fare da soli. Abbiamo bisogno di un soccorritore che ci faccia da guida, ci sorregga, ci aiuti… qualcuno che, quando cediamo presi dallo sconforto ci rinquori e ci dica che ce la faremo.
    • L’amore ci aiuta ad affrontare con più forza le difficoltà.

    Tocca tutti - tu ed io compresi - questo, vero? 

    Ma vorrei completare il ragionamento, invitandoti a considerare come non si tratti solo di amare un’altra persoan, ma di amare in prima battuta te stesso, per essere più responsabile delle tue scelte e per essere, credo non guasti davvero, il miglior compagno di viaggio possibile per chi ti sta accanto nella vita

     

    Sandro Carriero, attore e formatore, offre a te e a me una chiave di lettura molto bella e positiva, atraverso la quale guardare la vita e scegliere il futuro che più ritieni ti possa rappresentare:

    Ama ciò che fai e fa’ ciò che ami

    http://www.miglioriamo.it/contenuti/50/sandro-carriero-mp3-nati-per-essere-felici/

     

    Per fare questo ci vuole una grande voglia di amare te stesso, in primis, e ciò che ti circonda.

    Voglia di prenderti cura di te, di curare il progetto di vita, di mettere a posto tutti quei particolari che ti piacciono e che, in fin dei conti, fanno la differenza.

    Voglia di crescere te stesso e di contribuire a far crescere gli altri, ponendoti al meglio delle tue possibilità accanto a loro.

    A presto!


    Ti piace il mondo che vedi ogni giorno?

    23 Maggio 2008

    Ti propongo un post di tenore un pò … particolare, riferito alle lenti con le quale ogni giorno, da anni, guardi il mondo e ti rappresenti un’immagine che influisce sulle tue scelte, sul tuo benessere, sugli obiettivi che ti poni, sugli atteggiamenti e sui comportamenti che metti in atto.

    In poche parole… sulla tua vita.

    Utilizzo le parole di tre scrittori, che ben interpretano sia le cose che i sentimenti che ti voglio esprimere.

     

    Renè Egli, da  Il principio Lola, 1997, Essere Felici, FC.

    Riconoscere che il mondo è ciò che ciascuna persona pensa di esso, comporta conseguenze che non riusciamo ancora a vedere in tutta la loro portata. Per renderci conto, ameno un po’, di quale potere si tratti, proviamo a sostituire il termine “mondo” con altre parole:
    Mia moglie è ciò che penso di lei.
    Mio marito è ciò che penso di lui.
    I miei figli sono ciò che penso di loro.
    I miei collaboratori sono ciò che penso di loro.
    Il mio capo è ciò che penso di lui.
    I miei clienti sono ciò che penso di loro.
    La recessione è ciò che penso di essa.
    Ecc…

    Marco Aurelio:

    La nostra vita è quella che viene creata dai nostri pensieri.

     

    Beau Toskich, da Verbal driver, 2004, Sperling & Kupfer, MI

    Sei attento al mercato?
    Devi essere attento a me!
    Io sono il cliente.
    Un mercato non è mai entrato nel tuo negozio e fatto suonare la cassa.

    Questo lo faccio io
    se consegni valore.

     

    Quali sono i sentimenti e gli atteggiamenti che più aiutano a vivere?

    Quante volte io, te, tanti di noi si sono stupiti nel vedere chi agisce controcorrente o in modo molto personale, ottenendo grandi risultati, apparentemente impossibili?

    Ricordi?

    Richard Douglas “Dick” Fosbury (Portland6 marzo 1947) è un ex atleta statunitense olimpionico nel salto in alto a Città del Messico 1968.

    A lui si deve l’innovazione del “Fosbury Flop” la tecnica – ormai universalmente impiegata – con la quale l’atleta scavalca l’asticella rovesciando il corpo all’indietro e cadendo sulla schiena (da cui la definizione di “Salto dorsale”).

    Con questa tecnica rivoluzionaria (a quel tempo tutti i saltatori impiegavano lo scavalcamento ventrale), nel 1968 Fosbury si impose dapprima all’attenzione nazionale, vincendo il campionato NCAA e i trials di qualificazione per le Olimpiadi, e successivamente alla ribalta mondiale vincendo la medaglia d’oro di Città del Messico e stabilendo il nuovo record olimpico con la misura di 2,24 m.

    Nel 1981 è stato eletto nella National Track & Field Hall of Fame. http://it.wikipedia.org/wiki/Dick_Fosbury

     

    Forse allora parve assurdo vedere quel pezzo di mondo al contrario, ma chi oggi chi penserebbe ancora così?

    Bene, tu ed io, allora, decidiamo di puntare su coraggio, fantasia, creatività, determinazione, entusiasmo, preparazione, continuità e… atteggiamento positivo!

     

    Grazie e a presto.


    Stile… sussurato!

    22 Maggio 2008

    In tema di stile personale ormai tu sai bene quanto secondo me sia importante l’attenzione dedicata all’espressiona della propria personalità, anche  a livello professionale.

    Ti ho già detto di quanto ritenga la qualità come un insieme di particolari, nessuno fondamentale, tutti importanti, distintivi, nel contribuire a formare un insieme quanto più unico e riconoscibile.

    Importanza del particolare dunque;

    Particolare sussurrato, mai urlato!

    Sussurrato perchè ti propongo di pensare ad uno stile che si propone e non s’impone in modo prevaricante, che convince fin dal primo istante e continua a convincere nel tempo, che offre disponibilità fin da subito e costantemente invita a ribadire la scelta di fiducia piena e convinta.

    Credo in uno stile che abbia come punto focale il tuo volto ed il tuo nome, quali testimonial del valore del tuo lavoro e garanzia della tua affidabilità, attraverso un dialogo diretto e mirato, a tu per tu con il tuo cliente.

    Grazie e a presto!

     


    Un sistema di gestione… da premio!

    21 Maggio 2008

    Tratto da Corriere della Sera del 19 maggio 2008

    Nel tribunale delle cause lampo: “Così faccio lavorare i giudici”

    Il presidente premiato da una giuria internazionale per aver eliminato gli arretrati: “Il segreto? Cominciare dalla cantina.

    Ho solo applicato la legge, trasformando i giudici in direttori d’orchestra, con forti poteri organizzativi che hanno coinvolto anche gli avvocati, partendo dalle cause vecchie. … Poi ho redatto un decalogo con venti regole che sostanzialmente si basa su un principio quasi banale: si parte dalle cause vecchie, quelle di oltre tre anni, pulizia prima in cantina…. Il segreto è stato il gioco di squadra, il senso di responsabilità, di fiducia reciproca.

    E gli avvocati? Sono stati coinvolti anche loro.”

    L’autore di questa azione organizzativa è Mario Barbuto, Presidente del Tribunale di Torino.

    Voglio prendere spunto da queste frasi e da questa esperienza per riflettere assieme a te su alcuni punti, che mi sembrano importanti:

    • in prima battuta ha costruito un sistema di gestione, ha offerto ai collaboratori un riferimento chiaro e preciso cui attenersi. Dando questa linea guida, ha esplicitato cosa ci si aspettava da ognuno, ha definito e condiviso gli standard di riferimento, il traguardo ed il metodo per arrivarvi, lasciando comunque ad essi la libertà di azione nel concreto di ogni situazione specifica. Ha fornito ad ognuno un’arma potentissima: un metodo;
    • una volta fornita l’arma, l’ha caricata, creando le condizioni perchè il metodo potesse divenire realmente operativo. Ha lavorato in termini di motivazione, di costruzione di fiducia e stima, che rendessero possibile la responsabilizzazione reciproca. Ha fatto in modo che magistrati ed avvocato cooperassero, seppur nel rispetto dei propri specifici ruoli, per il bene dell’amministrazione della giustizia, che senza dubbio è un traguardo comune di queste due categorie.

    Che te ne pare? Non sembra un clima assai diverso dai “veleni” che spesso leggiamo sulla stampa?

    Penso sia uno stimolo interessante ed utile anche per te, per chiunque vuole ottenere risultati straordinari e distinguersi rispetto agli standar ritenuti abituali.

    Penso possa riguardarti, perchè immagino che anche tu, come me e molti altri, cerchi di trovare risultati e soddisfazione in ciò che fai ogni giorno e la gestione dei processi è sicuramente una parte essenziale di tutto questo.

    Grazie per la tua attenzione!


    Comunicazione efficace per il tuo ufficio: ecco cosa fare!

    20 Maggio 2008

    Tieni sempre presente che per il cliente un servizio è qualcosa di intangibile, e conseguentemente molta della faccia di questo servizio è dato dalle persone che connotano il servizio, è dato dalla cortesia, è dato dalla chiarezza; sulla chiarezza della comunicazione mi vorrei un attimo soffermare.

    La chiarezza, il tipo di parole, le parole, i termini, le frasi, le metafore che utilizzi nella comunicazione con il cliente, sono di estrema importanza, perché noi dobbiamo immaginare che il cliente, attraverso le frasi, attraverso il modo di esprimersi del front-office, si può fare un’idea della competenza, chiarezza, dell’affidabilità della sua controparte; è quindi molto importante che all’interno dell’ufficio, dello studio venga tenuto conto che, quanto più il tuo front-office si esprimerà in modo chiaro, in modo competente, in modo da evitare disguidi, da evitare confusioni, da evitare ripetizioni, da evitare sovraccarico di richieste nei confronti del cliente, semplicemente perché la prima volta non si è stati chiari, quindi la volta dopo si va a rettificare, oppure perché si dovevano domandare cinque cose, però quel giorno, chi ha gestito la comunicazione se ne è ricordate tre, e poi la quarta viene chiesta via e-mail e la quinta è una telefonata all’ultimo momento, in tutte queste situazioni apparentemente il front-office raccoglie informazioni, ma in realtà il front-office non comunica sicurezza, non comunica certezza, non comunica chiarezza, e quindi anche il dialogo con il cliente si rischia patisca, sia dal punto di vista dell’input che entra nell’ufficio, ma anche dal punto di vista della percezione, patisca di queste situazioni, e quindi molto importante tenere sott’occhio e costruire i presupposti perché la comunicazione che il front-office va a attuare nei confronti del cliente, scorra nel miglior modo possibile, sia intermini di efficacia, chiarezza della comunicazione, sia in termini di positività della relazione, quindi sorriso, apertura, disponibilità, ovviamente con dei paletti ben definiti, però disponibilità a ascoltare, a spiegare, a rappresentare al cliente le proprie istanze e a farsi una rappresentazione chiara di quelle che sono le istanze del cliente.

    Voglio sottolineare l’importanza dell’effetto esempio; l’effetto esempio è estremamente importante, perché, all’interno di un ufficio ognuno, soprattutto i giovani, impara dal collega, dal titolare di riferimento.

    Quindi, se tu, titolare o collega di riferimento, dedichi alla comunicazione, alla scelta delle parole, alla chiarezza dei termini che vengono utilizzati, ai nomi con cui vengono definiti i moduli, le procedure, i processi ecc., questo non ha solo la finalità di creare chiarezza nella mente dell’altro, ma costituisce uno standard molto importante di qualità: nel tuo ufficio si usano dei termini corretti, le persone più giovani, le persone che entrano in quell’ufficio si abituano a usare dei termini corretti, e poiché molto spesso sono queste persone che gestiscono il front-office, quando dialogano col cliente utilizzano dei termini corretti, e nei confronti del cliente producono una formazione positiva e chiara rispetto ai termini da utilizzare, alle procedure che vengono poi gestite, ai moduli e quant’altro.

    Quindi, l’importanza del front-office, vorrei sottolinearla proprio in questi termini: il front-office è un fantastico elemento di marketing, attraverso il sorriso può essere un potentissimo elemento di marketing, perché sai quanto può predisporre positivamente o meno in una relazione, una persona che sorride o che piuttosto si comporta in maniera indisponente.

    Tieni conto che si tratta di elementi veramente minimali se li vuoi “pesare” in termini di investimento, o in termini di scelta strategica, però sono sufficienti, molto spesso, a cambiare le condizioni, il clima, all’interno di un ufficio, all’interno di un gruppo di persone che quotidianamente si confrontano tra loro e si confrontano con l’esterno.

    Quindi io ti invito a tenere conto di quanto il modo in cui il front-office sia stabile, sia dinamico nel senso che poi è svolto da persone che hanno anche altre attività nel corso della giornata, quanto questo può dare un volto, un’anima alla qualità che voi offrite, con tanta fatica, con investimenti, con rinunce al cliente, e che il cliente, molto spesso, non è in condizione di percepire.

    Bene… a domani e grazie per la tua attenzione!

    Ciao.