Domenica e benessere

22 Novembre 2009

Domenica di tardo novembre.

Bel tempo, secco e mite, sole e cielo azzurro.

Non si scia ancora, vengono inaugurati i Mercatini di Natale, ci si salva per ora dall’appiccicoso ‘miele’ del Natale commerciale.

Una passeggiata a mezza montagna, corse nel sottobosco di faggi ricoperto da un tappeto di foglie accartocciate.

Lunghe ’sfogliate’, ovvero corse su ripide discese trascinando i piedi nel tappeto di foglie.

Poi, d’improvviso, un ramo malandrino, un tuffo in avanti e poi una bella schienata, testa a valle; già che ci sono chiudo con una capriola, tanto per finire l’opera, mentre le mie ossa arrugginite dal trasloco scricchiolano un po’.

Risate diffuse di grandi e piccoli.

Ci si sente vivi.

Poi castagne arrosto, jogurt con spicchi di clementine siciliane e cannella, caffè americano.

Buon fine autunno anche a te.


Professioni, professionisti, professionalità

19 Novembre 2009

Dario Di Vico, Corsera 17 novembre 2009, 1^ pagina:

I professionisti nelle società moderne hanno il ruolo di applicare saperi e competenze e di mettere in relazione la pubblica amministrazione con cittadini e imprese.

Attraverso il loro delicato lavoro quotidiano contribuiscono a costruire quel tessuto fiduciario necessario per tenere insieme una comunità e guidarla verso obiettivi di interesse comune.

Ancora:

I professionisti, come del resto la piccola e media impresa, hanno pagato un sistema di relazioni imperniato sulla grande politica, la grande impresa e il grande sindacato.

Un patto non scritto che ci ha governato per un lungo tratto della storia nazionale ma che ci ha portato più deboli dentro il tunnel della crisi.

 

Molti professionisti guidano i propri studi dislocati su tutto il territorio nazionale, anche in zone periferiche e disagiate, in stretta simbiosi con le imprese ed il contesto; proprio per questo sono capaci di comprendere e interpretare le esigenze espresse e non.

Non solo creano relazione con la PA, ma molto frequentemente rendono anche ‘comprensibili’ quelle norme che non sempre risultano di facile applicazione, pur essendo cogenti.


Organizzazione aziendale: ho raccolto questa buona prassi

16 Novembre 2009

Oggi nello studio di un amico-collega ho raccolto una buona prassi che voglio condividere con te.

Fa riferimento alla Circolare-Cliente, intesa realmente come strumento informativo/formativo pensato per il cliente e non come mero CPPIC.

Ebbene, nello spazio front-office dello studio ho visto un chiaro dispenser scalare, formato da alcuni ripiani ben distinti, ove erano esposte in bella vista delle circolari tematiche.

L’argomento, ben impaginato, è unico e viene proprosto in modo chiaro e netto.

Questa è quella che ritengo una semplice ma efficace buona prassi.

Te la propongo volentieri, sapendo che l’amico-collega non è geloso.

Al limite mi costerà una cassetta di buon vino; ma sono davvero soldi ben spesi.

Salute!


9.11.’89

9 Novembre 2009

Felice di aver vissuto quei e questi momenti.


Un pizzico di buonumore!

9 Novembre 2009

Buona continuazione!


Buone prassi: ecco un simpatico esempio

7 Novembre 2009

Tecnologia, etica, cooperazione:

eccone una simpatica ed efficace applicazione

Tratto da Corriere della Sera/blog/Il giornalismo nella nuova società. Dal blog mediablog di Marco Pratellesi

 


Organizzazione aziendale: delega e clima interno

5 Novembre 2009

Scrive Massimo in commento all’articolo sul Valore delle buone prassi:

Buonasera
quello che ho letto lo condivido pienamente.
Lavoro una struttura di circa 30 persone dove gestisco collaboratori e parte della segreteria.
Noto spesso che la condivisione viene meno soprattutto per quanto riguarda gli obiettivi.
Tutti fanno lo stretto necessario per raggiungere il minimo indispensabile.
Vorrei qualche sua indicazione, suggerimento per creare quel confronto utile e necessario per far crescere tutti.
(Forse non centra molto con l’articolo ma è comunque una questione che le voglio porre).
Saluti

Sono convinto che ci siano due possibili leve sulle quali agire in relazione alla questione posta nel commento:

  • la gestione della delega, che deve porre attenzione non solo alle procedure da svolgere da parte del delegato, ma anche al senso dell’attività della quale viene affidata l’esecuzione e, meglio, la responsabilità;
  • lo sviluppo e la manutenzione della cultura organizzativa, di cui ogni collaboratore è parte integrante, che deve porre attenzione adeguata alla dimensione qualitativa, oltrechè quantitativa, del lavoro individuale e collettivo.

Anche in questo campo è possibile ricercare delle buone prassi.

Grazie per l’attenzione


Organizzazione aziendale: il Valore delle buone prassi

3 Novembre 2009

Riflettere in materia di buone prassi aiuta a crescere meglio.

Significa abbandonare inutili gelosie, ponendosi con apertura nel confronto di altre esperienze e non temendo di essere ‘depredati’ del proprio know how.

Su Il Sole 24 ore di venerdi 30 ottobre Giovanni Puglisi rettore IULM parla di buone prassi asserendo che esse

valgono più di mille teorie.

Il contesto è quello della PA e delle iniziative messe in atto nella comunicazione verso i cittadini.

Ma sono assai convinto che l’attenzione alla diffusione ed al confronto possa essere di grande utilità in ogni contesto, sia per i benefici diretti che può generare, sia per l’indubbio risvolto che può generare in materia di cultura organizzativa.

Investire sulla condivisione delle buone prassi genera contaminazioni positive e rende feconda la riflessione sull’assetto organizzativo e sull’operato gestionale di realtà grandi e piccole, senza impoverire nessuno.

Per chi è disponibile alla ’scommessa’, ObiettivoEfficacia è a disposizione per diffondere e condividere proposte ed esperienze.

Grazie per l’attenzione!


Una gentile blindatura

23 Ottobre 2009

In queste settimane mi sto dilettando con la ristrutturazione del mio appartamento.

Quando si è trattato di metter mano al portoncino d’ingresso… beh, vuoi forse che la serratura funzionasse bene?

Certo che no!21102009296

Ed allora è cominciata una delle mie inaspettate avventure.

Contattato il serramentista, questi mi ha chiesto il tipo di serratura… e che ci vuole, se il montatore non lo sa e io meno che meno?

Eureka!

Col foto-cellulare scatto due istantanee e via la mail al serramentista e da questi al costruttore (locale e storico) del blindato.

Dopo un pò si scopre che in qualche andito del magazzino – accuratamente conservata – c’è una serratura che potrebbe essere come la mia.

Di volata mi reco presso l’azienda costruttrice, dove il mio riferimento è il titolare.

La nuova serratura è luccicante e, ovviamente, funziona benissimo.

Ma… ma è diversa dalla mia!

Per montarla sono necessarie delle modifiche e non di poco conto.

Nel frattempo è arrivata l’una, penso al mio portoncino che giace riverso e … aperto su due cavalletti in terrazzo ed all’appartamento aperto, con gli operai a pranzo.

Il titolare dell’azienda ha probabilmente colto questi miei pensieri, ed ha cercato di darmi una mano, dimentico del pranzo, aprendo la mia vecchia serratura per vedere se era possibile ripararla.

Mi è piaciuto vedere un titolare di una storica e fiorente PMI trarre dal cassetto della scrivania cacciavite, straccio e lubrificante ed armeggiare a ‘cuore aperto’ sul mio povero insieme di gracchianti ferretti.

Fatto questo ha considerato come la mia chiave – usurata – forse non lavorasse bene e ha detto che ne avrebbe fatta fare una nuova da un suo operaio, dirigendosi verso l’officina.

Gli ho chiesto se potevo seguirlo, perchè mi interessava vedere la sua azienda.

L’operaio interpellato disse che non se la sentiva di copiare quella chiave antica, che richiedeva un procedimento totalmente manuale e un pò d’… occhio esperto.

Il titolare allora decise di farlo egli stesso e mi raccontò, nel frattempo dei sui esordi giovanili nell’azienda.

Era piacevole vedere come manovrava con perizia ed attenzione quella macchina manuale; dietro questa cura e competenza c’è gran parte del successo di molte PMI italiane.

Finita la copia mi ha detto:

Visto che le interessa le faccio visitare l’azienda.

Con piacere.

E sai da dove abbiamo cominciato?

Dal cantiere dell’ampliamento in corso, perchè la crisi si sente sì, ma bisogna anche guardare avanti.

Poi sono ripartito, con due serrature e l’accordo che se non avessi usato la nuova l’avrei riportata.

Una bella avventura, in una giornata che sembrava iniziata piuttosto male.

Grazie per la tua attenzione.


Il latte versato 3

16 Ottobre 2009

Senza Parole

L’agricoltura di montagna è impresa faticosa.

Impresa nel senso economico ed umano del termine.

E così pure l’allevamento, settore spesso ’snobbato’ ma ricco di giovani imprenditori determinati e competenti.

Io ho fiducia in questi uomini e nei loro prodotti.