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Vedi, io sono convinto che la gestione del tempo inizi molto prima di quando noi ci si pone il problema di organizzarlo.

Ho trovato questa riflessione, in un libro dedicato proprio al tempo, che ho piacere di proporti:

Non si può capire l’acqua perchè è come capire il tempo. L’una e l’altro non si afferrano, ma sono in noi. Siamo fatti d’acqua e di tempo; la carne, le ossa e il sangue sono un incidente postumo.

Josif Brodskij, tratto da “La truffa del tempo” di A. Torno, Mondadori 1999, Milano.

 

Gestire il proprio tempo significa secondo me approcciarsi ad esso con la voglia di capire chi sei, chi sono, cosa voglio veramente e come posso costruire ogni giorno il percorso, trovando soddisfazione e crescita in esso.

Ehi! se questo spunto ti ha colpito, lascia una tua nota!

p.s.: Scrivere dei commenti significa fermarsi un attimo a riflettere; per te, per me, per ognuno di noi questo è un fatto importante, che spesso non facciamo. Purtroppo.

p.s.2: Ma che sai, so, sappiamo essere importante. Molto importante, per il benessere, quello vero!

Ciao e a presto.

Impegnarsi  nella vita e sul lavoro, dare il meglio di sé - non con dei picchi, ma con continuità - garantendo prestazioni costantemente elevate, dipende essenzialmente dalla motivazione del singolo.

 

Ebbene io credo che questa motivazione ci possa essere, possa essere costante, possa esserci anche quando magari verrebbe voglia di buttare tutto all’aria, perché ci sono delle difficoltà, perché le scadenze piombano sulla testa senza che appaia nella testa dell’altro, nella testa del legislatore, una chiara rappresentazione delle difficoltà tecnico - operative nell’adempiere queste richieste, ebbene anche in questi casi la motivazione ci può essere se una persona è coinvolta; io credo che non possa esistere motivazione, non ci sia partecipazione senza coinvolgimento.

 

E la motivazione, la volontà individuale, la scelta individuale è alla base della qualità; quindi il coinvolgimento comincerei a porlo come uno degli elementi base per fare qualità, per investire in termini di qualità.

Qualità significa responsabilità, coinvolgimento è prodromo della qualità, quindi anche prodromo della responsabilità.

 

Non possiamo immaginare a un regime all’interno dello studio, dell’ufficio dove ci sia chi fa e chi controlla costantemente, e quindi dobbiamo puntare a costruire attraverso il coinvolgimento e la competenza, la capacità di ognuno di essere responsabile, per gradi, un po’ alla volta, ma di essere responsabile non solo di ciò che fa, ma anche di come lo fa, e quel come lo fa deve essere definito dal leader di quell’ufficio, quindi dal titolare, dal professionista, dal gruppo degli associati.

 

Il riferimento di ogni persona deve essere ciò che viene fatto unito a come questa attività deve essere svolta.

Quindi le leve, che io vedo importanti all’interno del front-office, dove si è chiamati molto spesso a rispondere in presa diretta, o telefonicamente o faccia a faccia, con l’interlocutore, devono essere la competenza, e qui competenza tecnica, sulle procedure, sulla modulistica, sulle domande da fare, sui dati da raccogliere, ma anche sul come porsi, sul come spiegare, sul come dire le cose, devono essere il coinvolgimento, da un lato, come generatore e alimentatore della motivazione che è alla base della qualità del lavoro, e la responsabilizzazione del singolo, senza la quale dobbiamo ipotizzare un sistema diviso fra chi fa e chi controlla, che, soprattutto nelle realtà piccole, non ha una grande ragione di esistere.

Grazie per l’attenzione che dedichi alle mie parole e per gli interventi con cui vorrai arricchire questo blog!

Hai voglia di condividere il tuo blog, il tuo sito, il tuo pensiero con il mio?

Se ritieni che ci sia un’affinità elettiva comune in termini di

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fatti sentire, anzi leggere, lascia un commento, un’indicazione, una nota… una traccia!

Grazie!

Ti aspetto!

Certo!

Proprio questa è la chiave di volta della soddisfazione personale.

 

Gestire il tempo in modo efficace significa per me tre cose ben precise, che ho voglia e desiderio di condividere con te e con chi parteciperà al nostro dialogo:

  • Avere un progetto d’insieme della propria vita, dove mondo personale e professionale si integrino in modo positivo e coerente, riuscendo a convivere e a corroborarsi reciprocamente;
  • Essere convinto che il senso di ciò che sto facendo è essenzialmente nel percorso che compio ogni giorno ed avere la convinzione che questo percorso sarà tanto più mio quanto più lo conquisterò con scelte personali, frutto di decisioni su dove porre le mie priorità e quindi su dove concentrare il mio tempo, 
  • Agire di conseguenza, sviluppando un sistema personalizzato di pianificazione e programmazione, in linea con la propria personalità e la propria visione del mondo, che sappia sfruttare gli strumenti più utili, ma lasci spazio alle esigenze personali di rilassamento e risulti coerente, almeno in prima istanza, con le abitudini di vita più efficaci.

 

Certo, sono perfettamente conscio che ogni giorno molte persone e situazioni “lavorano contro”, ma quello che mi sta particolarmente a cuore è il fatto che io stesso, tu, noi non lavoriamo contro di noi, contro i nostri obiettivi, i nostri sogni, la nostra soddisfazione, la nostra vita.

 

E questo accade se non sai dove vuoi andare, se non hai definito cosa veramente costituisce la tua priorità, rispetto alla quale concentrare sforzi, attenzione, crescita, energia, entusiasmo.

 

Fermarsi ogni tanto a dialogare con te stesso è essenziale per definire proprio questo: cosa ti interessa davvero e cosa in fin dei conti ti distrae e non ti appaga… e dunque è meglio lasciarlo perdere.

 

Gestire con efficacia e soddisfazione il proprio tempo è questione di benessere e di risultati: Domenico De Masi racconta a me e a te come

 

 Il lavoro creativo è sempre a tempo pieno: chi è assillato da un problema che richiede soluzioni ideative (un artista, un pubblicitario, un imprenditore, un artigiano, un professionista) non può interrompere il filo del pensiero così come l’operaio, al suono della sirena, interrompeva la sua prestazione alla catena di montaggio. Il cervello del creativo, una volta impegnato su un certo problema, lavora senza sosta (in ufficio, a casa, nella veglia, nel sonno e nel dormiveglia) fin quando non arriva l’intuizione geniale, l’insight risolutivo. …

Il tempo libero è aumentato grazie al progresso tecnologico, all’igiene, all’alimentazione, alla medicina, alla farmacologia, all’informazione, alla scolarizzazione, che hanno consentito in due sole generazioni di raddoppiare la lunghezza della vita media.

Eppure, soprattutto i maschi hanno la sensazione che il tempo a loro disposizione non sia aumentato affatto e che occorra accelerare i ritmi, affrettarsi, programmare minuziosamente ogni loro giornata per non restare indietro. Ma indietro a chi e a cosa?…

Il tempo libero è sempre stato considerato meno utile, meno importante, meno etico, meno complesso del lavoro, per cui gli sforzi educativi sono stati concentrati su quest’ultimo….

A queste aberrazioni conduce un modello di vita per cui i cittadini (soprattutto maschi) hanno bandito l’arte di vivere bene il proprio tempo. Il problema della felicità, dunque, non coincide con il problema del progresso tecnologico, della ricchezza e dell’efficienza produttiva, visto che i popoli tecnologicamente più progrediti, economicamente più ricchi e organizzativamente più efficienti vedono crescere di giorno in giorno le loro contraddizioni e le loro inquietudini. Contraddizioni e inquietudini di un modello che noi rischiamo di importare attraverso la globalizzazione.

 

 

Che ne dici?

Pensaci, ci rivediamo domani!

 

Grazie per la tua attenzione ed i commenti che vorrai proporre!

Obiettivo efficacia nella gestione dell’ufficio.

 

E andiamo a cercare altre strade per avere più soddisfazione e più risultati.

 

È bello avere dei risultati, ma io credo che sia anche molto bello andare in ufficio contenti e tornare a casa il più possibile contenti.

 

Bene, quelle che io vedo come leve per far funzionare meglio, per sviluppare, per rendere sempre più efficiente e efficace il tuo ufficio, sono il costruire un sistema di gestione basato sugli standard, quindi basato sul flusso di attività, che rappresenta la componente fondamentale del mio lavoro, con una particolare attenzione a limitare gli elementi di disturbo, telefonate, e-mail, richieste più o meno estemporanee, anche da parte dell’interno dell’ufficio che distraggono le persone, supporto nell’organizzare il tempo, perché dobbiamo spiegare alle persone come gestire una procedura, ma non spiegare loro come organizzare l’ufficio, il loro ufficio, il loro modo di approcciare il lavoro.

Provate a guardare le vostre collaboratrici, i vostri collaboratori, che cosa fanno come prima attività quando si siedono alla scrivania.

Cominciate a rendervi conto se approcciano la mattina con un piano oppure se approcciano la mattina aspettando un input.

Questo è molto importante.

 

Lavorare sulla formazione organizzativa del personale è importante, aiuta a generare coinvolgimento e responsabilizzazione.

Anche disporre di un sistema di gestione ha grande valenza: un sistema gestionale, supportato da un sistema di qualità, quindi da quegli elementi che mi costituiscono indicatore per la valutazione di quello che sto facendo, ha il grande, grande pregio non solo di dirmi come io devo fare una cosa, quando la devo fare, ecc., ma ha il grande pregio di obbligarmi a fare questa cosa, di obbligarmi a realizzare le cose che il sistema ha previsto, e che ovviamente ha previsto chi quel sistema l’ha disegnato, il sistema è una guida, il sistema è una mano che mi aiuta a non dimenticare le cose che devo fare, che mi aiuta a essere preciso, che mi aiuta a essere tempestivo, che mi aiuta a non trascurare, a non tralasciare, che mi aiuta a non lavorare a caso, che mi aiuta a puntare a un certo livello qualitativo e, conseguentemente, mi aiuta a essere sempre più efficiente, perché non devo rifare, e sempre più efficace, perché in questo modo il mio approccio al lavoro, il mio approccio all’attività sicuramente può solo migliorare.

 

Grazie per la tua attenzione ed i commenti che vorrai proporre!

 

Successo

Ridere spesso e di gusto:

ottenere il rispetto di persone intelligenti e l’affetto dei bambini;

prestare orecchio alle lodi di critici sinceri e sopportare i tradimenti di falsi amici;

apprezzare la bellezza;

scorgere negli altri gli aspetti positivi;

lasciare il mondo un pochino migliore, si tratti di un bambino guarito, di un’aiuola o del riscatto da una condizione sociale;

sapere che anche una sola esistenza è stata più lieta per il fatto che tu sei esistito.

Ecco, questo è avere successo.

                                                                                                                                                                                                    Ralph Waldo Emerson

 

Ti auguro di costruirti una vita ricca di successo; sono pronto a fare la mia parte!

 

Grazie per la tua attenzione ed i suggerimenti!

…per te, spesso meglio di te, anche quando tu non ci sei.

E parla anche attraverso le parole di coloro che sono estrati in contatto con esso (e con te ovviamente) e ne anno tratto qualcosa in posiivo o in negativo.

Lo stile ti precede e lascia una scia dietro di te; lo stile connota in modo significativo ciò che fai e ne sottolinea il valore, il significato per te e per gli altri, l’importanza e, talvolta, l’insostituibilità.

Mi piace pensare che anche tu studi il TUO stile, che dedichi attenzione a conoscere te stesso e a comprendere a come il tuo modo di porti nei confronti di te stesso e degli altri sia coerente con come tu vedi te stesso.

Mi piace pensare che tu dedichi del tempo a riflettere sul come proponi al mondo ed agli altri la tua personalità e dunque anche la professionalità, a come hai pensato e pensi di riuscire ad offrire agli altri quel benessere e quell’utilità che costituisce o potrà costituire la tua peculiarità, donare il sorriso, darti soddisfazione e successo.

Certo, tanta soddisfazione; proprio perchè ritengo che a nessuno piaccia sentirsi ed essere considerato anonimo. Questa condizione risulta poi debolissima dal punto di vissta professiona, poichè anonimia fa rima con sostituibilità e la discriminante passa da qualitativa a quantitativa: il prezzo. E c’è sempre chi è pronto a fare un sconto.

No, non vale la pena vivere nell’insoddisfazione e nell’incertezza, meglio pernsare ad essere se stessi, a diventare riconoscibili e a curare la qualità della propria offerta.

Il valore che proponi si può far percepire e comprendere e questa è l’arma più importante per un marketing personale, caldo e sorridente.

Grazie per la tua attenzione ed i commenti che vorrai proporre!

Mi piace dedicare attenzione a quello che definisco lo stile di una persona, cioè il modo che essa ha elaborato per porsi agli altri ed alle diverse situazioni con le quali si trova ad interagire.

Lo stile è peculiare, è una caratteristica propria di un individuo di per se stesso irripetibile.

Lo stile è personale, permea ogni azione, anche le meno evidenti. E questo accade quando lo stile è realmente frutto della personalità e non costruzione posticcia, maschera, posa.

Ritengo che importante che ognuno ponga attenzione al proprio stile di relazione personale e professionale, perchè esso costituisce le battute fondamentali del “dialogo con il mondo”. Ed una persona si sentirà tanto più a proprio agio nella relazione con gli altri, quanto maggiore sarà l’affinità esistente fra sè e lo stile che avrà deciso di adottare.

Lo stile parla per noi: sappiamo bene che apprezziamo particolarmente i prodotti ed i servizi che sono connotati per dei particolari riconoscibili, dei tratti qualitativi che per noi assumono un valore speciale.

Il valore dello stile, appunto

Questo valore lo riconosciamo immediatamente, ci colpisce, ci affascina, influenza le nostre scelte.

E ci colpisce particolarmente ogni qual volta ci accorgiamo che ciò che appare è in sintonia con la persona che lo crea. Questo ci porta a fidarci, a riconoscere fiducia a quel soggetto che, in un mondo che spesso si rivela di plastica, si rivela essere coerente con il modo in cui appare.

Ecco uno dei motivi per il quale affermo di non credere particolarmente nelle tecniche di comunicazione, soprattutto se esse non si rivelano corenti con chi le utilizza.

E il tuo stile?

  • Come lo definiresti?
  • Quali sono gli aspetti che lo rendono “inequivocabilmente tuo”?
  • Ti rappresenta come vorresti?

Certo, forse non ci hai mai pensato, ma, se mi vorrai seguire nei prossimi giorni, ti condurrò alla scoperta di come ti poni con te stesso e verso gli altri.

A presto!

Grazie per la tua attenzione ed i commenti che vorrai proporre!

Ritengo l’autorevolezza una fondamentale caratteristica per una persona che voglia conseguire i propri obiettivi, personali e professionali.

Dico questo perchè ritengo impossibile raggiungere risultati significativi e soddisfacenti, senza un profondo e prolungato coinvolgimento delle persone che ci circondano: collaboratori, familiari, amici, ecc. .

E sottolineo il concetto di profondo e prolungato.

Con profondo intendo:

  • sincero,
  • vero,
  • sentito,
  • empatico,
  • partecipato,
  • partecipativo,
  • personale.

E coerente! coerente con la propria progettualità personale (muovi te stesso) e professionale (muovere gli altri).

Queste caratteristiche pongono le basi affinchè vi sia una quella continuità che ritengo imprescindibile per realizzare qualsiasi progetto e dunque ancora di più per raggiungere i traguardi più importanti per la vita di ognuno di noi.

L’autorevolezza è un atteggiamento che gli altri riconoscono in una persona, che percepiscono e riconoscono ogni volta che si interfacciano con lei o con creazioni che riconducono a lei. Sostanzialmente essi imparano ad individuare una sorta di marchio, che contribuisce ad attribuire valore alla persona, ai suoi profdotti, alle sue parole, ecc.

L’autorevolezza è una conseguenza dell’atteggiamento verso il mondo e verso noi stessi e ci viene riconosciuta dagli altri, da coloro con cui entriamo in relazione, nei modi più diversi.

A presto!

Grazie per la tua attenzione ed i commenti che vorrai proporre!

… ovvero:

come voglio mettere a disposizione la mia esperienza, la volontà e l’entusiasmo per costruire e proprorre riflessioni ed utilities per il benessere quotidiano.

Mi rivolgo a chi, come me, si trova quotidianamente nella condizione mentale di elaborare dei progetti e di volerli realizzare, definendo dei compromessi vincenti con il contesto nel quale vive, con il proprio tempo, con la mappa del mondo di cui attualmente dispone.

Penso che per realizzare i propri sogni sia molto importante lavorare su due piani distinti ma paralleli e comunicanti:

  • muovere se stessi, verso una crescita continua, ragionata e determinata, che metta in condizione di vivere meglio, con piena consapevolezza di sè e delle proprie potenzialità e dunque ponga le basi per riuscire ad interfacciarsi efficacemente con il contesto nel quale si è inseriti, adattandosi ad esso e modificandolo per quanto utile o necessario;
  • muovere gli altri, nella convinzione che nulla sia fattibile se non ci si confronta apertamente con il coinvolgimento, la relazione e l’interscambio con altre persone. Nella vita professionale come nell’esperienza personale.

Obiettivoefficacia dunque vuole essere la mia proposta - basata sull’esperienza che ho maturato nel corso della mia vita - per contribuire al raggiungimento della soddisfazione personale, ovvero per fare in modo che definire degli obiettivi e raggiungerli risulti non solo fattibile, ma anche piacevole e, perchè no, entusiasmante!

 

A presto!

Grazie per la tua attenzione ed i commenti che vorrai proporre!