Di padre in figlio: la tua voce

Con piacere do spazio a due interessanti commenti scaturiti dalla lettura dell’articolo pubblicato alcuni giorni or sono, con l’intento – dichiaratamente provocatorio – di “pesare” la percezione del tema del Passaggio generazionale da parte dei lettori di ObiettivoEfficacia.

Entrambi i commenti sottolineano l’importanza che il Passaggio Generazionale costituisca e sia percepito come un’opportunità e non come una necessità.

Questo significa che la dimensione psicologica si integra strettamente con quella prettamente economica ed organizzativa; termini come sensibilità, armonia, benessere, equilibrio parlano molto chiaro.

In premessa, penso che sia necessario ammettere che esiste il passaggio generazionale, che non è scontato e che non si limita a insegnare al figlio come lavorare, all’assegnarli una scrivania e appendere i diplomi alla parete.
Fondamentale è valutare la spinta motivazionale del figlio, la reale volontà del padre a concedere spazio e responsabilità al figlio e chiarire il ruolo del figlio agli eventuali dipendenti.
Vista la premessa, sarei disposta a investire molto tempo per pianificare con attenzione il pg.
Dal pdv umano un buon pg implica la serenità di padre e figlio, il consolidamento del loro rapporto e l’armonia dell’ambiente aziendale.
Dal pdv produttivo genera migliori risultati grazie alla chiara ed equilibrata definizione dei ruoli.
Un cattivo pg porta al contrario della risposta alla domanda 2: figlio immotivato o represso, clima di lavoro e famigliare nervoso e conflittuale.
Quanto sarei disposta a spendere? E’ la risposta più difficile.
Il pg non si traduce solo in numeri, è coinvolta la componente emozionale/psicologica.
Il valore in € della gestione emozionale non deve essere basso. L’accettarlo dipende dalla sensibilità degli attori del pg e dalla volontà ad affrontare il dolore (non solo dell’importo della parcella) che smuove il toccare le corde famigliari.

Anche questo secondo commento pone con forza l’attenzione sull’importanza della condivisione e del benessere psicologico che deve costituire premessa indispensabile di un positivo Passaggio Generazionale, che sia utile per tutti gli attori coinvolti.

Sembra scontato, ma non lo è. Molti genitori trascurano l’impatto della componente motivazionale di tale passaggio. La fortuna in questi casi gioca un ruolo fondamentale. Per quanto mi riguarda il passaggio generazionale, avvenuto nel 1998, alla “tenera età” di 43 anni, è stato “obbligato”, concause la morte di mio padre, la scelta universitaria indotta dallo stesso 23 anni prima. I costi in termini di accettazione convinta della stessa scelta sono stati altissimi. Riflettiamo quindi prima e verifichiamo in tempo utile (prima dell’esame di maturità) due cose:
- con molta onestà, e spogliandoci del punto di vista da “genitore indulgente”, se il figlio è adatto;
- se il tipo di attività da “passare” rientra nei “Sogni” del figlio.

Un ruolo importante lo gioca indubbiamente il contesto dell’impresa o dello studio oggetto del Passaggio; chiaramente lo junior deve provare un buon entusiasmo verso il settore d’attività, ma trovo anche molto importante che si faccia in modo che il subentro avvenga rispetto ad un’organizzazione ben strutturata e funzionante e non rispetto ad una realtà in disarmo ed alla deriva.

Per questo è importante avere un piano ed un programma, per non lasciare nulla al caso e per costruire i ruoli professionali e rafforzare le leadership coinvolte, anche in considerazione che lo scenario attuale non è di certo dei più semplici. Ma non per questo bisogna evitare di confrontarsi in modo attivo, responsabile e grintoso con l’affascinante sfida dell’imprenditorialità o della libera professione.

Il problema e’ centrato e veritiero, mancanza di organizzazione e di ruoli ben definiti rischia di creare confusione e approssimazione. In questi casi c’e’ una lotta a difendere il proprio potere e questa genera una guerra fratricida all’interno della struttura che rischia di distruggerla. E’ fondamentale x chi vuole passare il testimone, intanto essere convinto e voler realmente passarlo!! Poi gestire l’inserimento del successore facendolo accettare dalla base e non calandolo dall’alto, altro grave problema. Per gestire un’azienda o un ufficio bisogna avere la leadership, e tu mi insegni che non e’ calata dall’alto. Se così fosse, ci sarebbe qualcun altro leader riconosciuto che contrasterebbe con la direzione e manderebbe la barca a fondo!
Sempre prezioso negli argomenti ti auguro buon lavoro e ci vediamo per il tuo regalo di compleanno.

I colori della gioventù

Da più di quarant’anni della mia vita a Leeds vedo dalle mie finestre i ragazzi e le ragazze che tornano a casa dalla vicina scuola secondaria. È raro che camminino da soli per strada, preferiscono camminare nel gruppo dei loro amici. Questa consuetudine non è cambiata. Tuttavia, quel che vedo dalle mie finestre è cambiato nel corso degli anni. Quarant’anni fa, ciascuno di questi gruppi era “di un solo colore”; oggi, non lo è più quasi nessuno di essi…

Tratto da: Zygmunt Bauman
in collaborazione con Riccardo Mazzeo
Conversazioni sull’educazione
Erickson, 2012

Quasi ogni giorno si mostrano ai nostri occhi i segni del cambiamento in atto.
Spesso sono molto evidenti, dirompenti; altre volte meno.
Non sempre sappiamo riconoscerli ed interpretarli in modo adeguato.

Il comportamento certamente da evitare è quello di non assumersi la responsabilità di cercare di comprendere e di affrontare il cambiamento in atto, che prepotentemente ogni giorno si insinua nelle abitudini consuete, mostrandone impietosamente l’inadeguatezza.
Delegare ad altri questo passaggio, sperare che tutto torni “come prima”… è un modo sottile ma efficace per farsi del male.

Di padre in figlio: tre domande per te

Vorrei che affrontassi queste domande una per volta dando risposte sincere, posto che le dai a te stesso:
  1. Quanto sei disposto ad investire (soldi, attenzione, tempo) per un buon passaggio generazionale
  2. Quanto vale un buon passaggio generazionale?
  3. Quanto costa un cattivo passaggio generazionale?

Non essendo generalmente considerato una “questione urgente”, il passaggio generazionale viene degnato di un’attenzione assolutamente sottodimensionata rispetto alle sue reali implicazioni.

E come tutti i potenziali problemi non gestiti con metodo, rischia di gonfiarsi fino a divenire esplosivo.

Tu che ne pensi, dunque?

Scartare un pacchetto regalo…

L’altra sera mi ha piacevolmente impressionato questa frase:

Se al mattino, quando apri la porta, non avverti la sottile emozione che provi quando scarti un pacchetto regalo, allora è meglio che cambi lavoro.

Tabatha Mani di Forbice Real Time

Nella sua semplicità la trovo geniale; è impossibile non comprenderne il messaggio.

E a te, che effetto fa aprire al mattino la porta del tuo ufficio, negozio, laboratorio… ?

Di Padre in Figlio: come garantire continuità e produrre ricchezza

Sei un imprenditore o  un professionista e stai affrontando o ti accingi ad affrontare il Passaggio Generazionale nella tua azienda o nel tuo studio?
Pensi davvero che sia possibile vivere come se nulla fosse questo delicato momento?
Ci tieni a valorizzare il lavoro che hai svolto con fatica fino ad ora e ad offrire le migliore opportunità ai tuoi figli?
Temi che le cose possano mettersi male?

Sai bene come sia facile far nascere un’azienda o uno studio professionale, rispetto a come sia maledettamente difficile garantire sviluppo e prosperità continuativa nel tempo.
Molte sono le variabili in gioco, soprattutto quando famiglia e business si mescolano, generando mix a prodigioso effetto propulsivo o a micidiale rischio esplosivo.

Moltissime sono le imprese e gli studi professionali italiani nati e cresciuti con una connotazione spiccatamente familiare; una recente ricerca (Business People luglio 2011) mette bene in luce il problema, evidenziando come ogni anno vi siano circa 65.000 imprese che affrontano il passaggio generazionale. Sarà una ghiotta opportunità  o un rischio mortale?

Sai altrettanto bene che il tuo successo professionale è il frutto di competenza e di metodo: hai costruito un sistema che funziona e che ti ha portato fin qui.

Il Passaggio Generazionale richiede un metodo efficace che ti metta in condizione di affrontare questo importante passaggio con serenità e successo, per il benessere tuo e della tua azienda/studio professionale.

Di Padre in Figlio è un metodo, non è un prodotto.

E’ un metodo che ti mette in condizione di agire in modo preciso ed efficace, trasformando in opportunità quella che per molti è una difficoltà.

E’ il frutto di vent’anni di esperienza nella consulenza a imprese e studi professionali su questo tema specifico.

Di Padre in Figlio è un metodo, non è un prodotto.

Perché a te non serve solo un sapere teorico, ma vuoi saper prendere le scelte corrette, al momento più opportuno.

Ogni momento di passaggio implica un cambiamento e dunque necessita di una attenzione diversa e maggiore rispetto a quella concessa alla routine quotidiana.
Porre attenzione significa cercare di avere le idee chiare su quanto sta accadendo e accadrà e non lasciare che gli eventi evolvano senza un filo logico e coerente che può derivare soltanto da una regia presente e competente e da un progetto e chiaro e condiviso dagli attori in gioco.

La fase di ricambio in un’organizzazione familiare è un momento straordinario della sua vita e dunque richiede una competenza specifica; inventarsi esperti è pericoloso.

In un passaggio generazionale si mescolano aspetti personali e professionali, vita familiare ed esigenze aziendali. Si viene formando – spesso nell’arco di un periodo molto longo di convivenza di generazioni diverse – un mix di stili imprenditoriali, di tecniche manageriali più o meno inconsapevoli, che può risultare vincente o dirompente.

Mancanza di organigramma – dunque di chiarezza e di metodo – ruoli decisionali aggrovigliati, aree di responsabilità mal distinte, procedure intricate e ridondanti, personale confuso e poco motivato, spesso sono il frutto di un processo di passaggio generazionale non gestito a dovere.

Decisamente questo non è il periodo per correre questi rischi!

Ti ricordo quest’altro articolo, dove svelo alcune importanti attenzioni da riservare al Passaggio Generazionale!

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Come fan tutti… (o quasi)!

Sei di fronte al tuo cliente o ad un potenziale cliente.

Tu vuoi proporgli qualcosa.

Lui ha bisogno di qualcosa.

Hai ben chiaro ciò che gli serve?

Hai ben chiaro ciò che gli stai proponendo?

La tua presentazione ed il tuo materiale spiegano chiaramente cosa fai e come questo può rispondere efficacemente alle esigenze del tuo (potenziale) cliente?
Oppure sono solo belle parole di circostanza che non ti distinguono né sono in grado di attirare veramente l’attenzione di chi hai di fronte?

Non sempre fare come fanno gli altri è una buona strategia.

Grazie per la tua attenzione!

Competenze professionali e capitale umano: ovvero… dove lo spread non arriva!

Ma perché parlare di Capitale umano e di competenze professionali?

Perché possono costituire la tua ancora di salvezza, soprattutto in un momento difficile, quando fare la differenza è davvero complesso.

Lo sviluppo del Sistema Professionale si inserisce in una visione attuale e completa della gestione e valorizzazione del capitale umano, capace di produrre, introdurre e sviluppare politiche, metodi e strumenti attuativi, sistemi di valutazione, la cui attuazione operativa sia poi affidata al management. Parimenti esso contribuisce a fare in modo che l’attenzione sia rivolta in modo completo e coerente alle diverse fasi di generazione dei costi del personale: acquisizione, mantenimento, sviluppo e separazione.

Concorre inoltre a sviluppare una maggiore coerenza tra le esigenze dell’organizzazione e le aspettative delle persone, favorendone la crescita, il ben-essere nell’organizzazione e lo sviluppo professionale.

Un’efficace ed attuale gestione del personale è tesa a promuovere e favorire la valorizzazione del capitale umano dell’azienda, riconoscendo le diverse fasi presenti nei percorsi di carriera, concorre all’implementazione di un sistema retributivo e premiante oggettivo, contribuisce alla diffusione delle competenze organizzative e manageriali, a riconoscere e coltivare le proprie competenze-chiave attraverso la formazione internae ad attuare un’efficace politica di selezione ed inserimento.

Il Sistema professionale è lo strumento metodologico ed operativo che permette ai responsabili di gestire le competenze delle persone loro affidate, di migliorarne la capacità lavorativa e di aumentare il valore del capitale umano dell’organizzazione.