Felice di aver vissuto quei e questi momenti.
Tecnologia, etica, cooperazione:
eccone una simpatica ed efficace applicazione
Tratto da Corriere della Sera/blog/Il giornalismo nella nuova società. Dal blog mediablog di Marco Pratellesi
Scrive Massimo in commento all’articolo sul Valore delle buone prassi:
Buonasera
quello che ho letto lo condivido pienamente.
Lavoro una struttura di circa 30 persone dove gestisco collaboratori e parte della segreteria.
Noto spesso che la condivisione viene meno soprattutto per quanto riguarda gli obiettivi.
Tutti fanno lo stretto necessario per raggiungere il minimo indispensabile.
Vorrei qualche sua indicazione, suggerimento per creare quel confronto utile e necessario per far crescere tutti.
(Forse non centra molto con l’articolo ma è comunque una questione che le voglio porre).
Saluti
Sono convinto che ci siano due possibili leve sulle quali agire in relazione alla questione posta nel commento:
Anche in questo campo è possibile ricercare delle buone prassi.
Grazie per l’attenzione
Riflettere in materia di buone prassi aiuta a crescere meglio.
Significa abbandonare inutili gelosie, ponendosi con apertura nel confronto di altre esperienze e non temendo di essere ‘depredati’ del proprio know how.
Su Il Sole 24 ore di venerdi 30 ottobre Giovanni Puglisi rettore IULM parla di buone prassi asserendo che esse
valgono più di mille teorie.
Il contesto è quello della PA e delle iniziative messe in atto nella comunicazione verso i cittadini.
Ma sono assai convinto che l’attenzione alla diffusione ed al confronto possa essere di grande utilità in ogni contesto, sia per i benefici diretti che può generare, sia per l’indubbio risvolto che può generare in materia di cultura organizzativa.
Investire sulla condivisione delle buone prassi genera contaminazioni positive e rende feconda la riflessione sull’assetto organizzativo e sull’operato gestionale di realtà grandi e piccole, senza impoverire nessuno.
Per chi è disponibile alla ’scommessa’, ObiettivoEfficacia è a disposizione per diffondere e condividere proposte ed esperienze.
Grazie per l’attenzione!
In queste settimane mi sto dilettando con la ristrutturazione del mio appartamento.
Quando si è trattato di metter mano al portoncino d’ingresso… beh, vuoi forse che la serratura funzionasse bene?
Ed allora è cominciata una delle mie inaspettate avventure.
Contattato il serramentista, questi mi ha chiesto il tipo di serratura… e che ci vuole, se il montatore non lo sa e io meno che meno?
Eureka!
Col foto-cellulare scatto due istantanee e via la mail al serramentista e da questi al costruttore (locale e storico) del blindato.
Dopo un pò si scopre che in qualche andito del magazzino – accuratamente conservata – c’è una serratura che potrebbe essere come la mia.
Di volata mi reco presso l’azienda costruttrice, dove il mio riferimento è il titolare.
La nuova serratura è luccicante e, ovviamente, funziona benissimo.
Ma… ma è diversa dalla mia!
Per montarla sono necessarie delle modifiche e non di poco conto.
Nel frattempo è arrivata l’una, penso al mio portoncino che giace riverso e … aperto su due cavalletti in terrazzo ed all’appartamento aperto, con gli operai a pranzo.
Il titolare dell’azienda ha probabilmente colto questi miei pensieri, ed ha cercato di darmi una mano, dimentico del pranzo, aprendo la mia vecchia serratura per vedere se era possibile ripararla.
Mi è piaciuto vedere un titolare di una storica e fiorente PMI trarre dal cassetto della scrivania cacciavite, straccio e lubrificante ed armeggiare a ‘cuore aperto’ sul mio povero insieme di gracchianti ferretti.
Fatto questo ha considerato come la mia chiave – usurata – forse non lavorasse bene e ha detto che ne avrebbe fatta fare una nuova da un suo operaio, dirigendosi verso l’officina.
Gli ho chiesto se potevo seguirlo, perchè mi interessava vedere la sua azienda.
L’operaio interpellato disse che non se la sentiva di copiare quella chiave antica, che richiedeva un procedimento totalmente manuale e un pò d’… occhio esperto.
Il titolare allora decise di farlo egli stesso e mi raccontò, nel frattempo dei sui esordi giovanili nell’azienda.
Era piacevole vedere come manovrava con perizia ed attenzione quella macchina manuale; dietro questa cura e competenza c’è gran parte del successo di molte PMI italiane.
Finita la copia mi ha detto:
Visto che le interessa le faccio visitare l’azienda.
Con piacere.
E sai da dove abbiamo cominciato?
Dal cantiere dell’ampliamento in corso, perchè la crisi si sente sì, ma bisogna anche guardare avanti.
Poi sono ripartito, con due serrature e l’accordo che se non avessi usato la nuova l’avrei riportata.
Una bella avventura, in una giornata che sembrava iniziata piuttosto male.
Grazie per la tua attenzione.
Secondo l’Antitrust amministrare il personale equivale ad una mera elaborazione dati.
Assicurare ad un’impresa la correttezza e la tempestività degli adempimenti legati alla complessa materia della conduzione del rapporto di lavoro, magari in un periodo di crisi come l’attuale, a fronte delle innumerevoli sfacettature della normativa italiana è un semplice manovellare input grossolani per ottenere un output automatico?
Ma stiamo scherzando?
Leggi qui la differenza tra competenza da 999,50 e da 0,50 dollari!
Non sempre un blog personale è un semplice sfizio o passatempo.
Ma può essere molto incisivo.
Segnalo l’interessante e coinvolgente discorso di Barak Obama agli studenti americani;
c’è indubbiamente da riflettere,
anche per i più ‘grandicelli’.
Qui sotto trovi il link al blog che me l’ha fatto conoscere.